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VIA LIBERA ALLA DISPUTA DEL SOLO GIRONE D'ANDATA CON PLAY OFF E OUT

Lo si è deciso nel Consiglio Federale LND del 10 Dicembre e ora per l' Emilia Romagna sarà un problema? Chissà che farà Braiati e chissà come giustificherà il fallimento del suo assurdo format. a 14 squadre - Mansospia: che succederà martedì alla riunione del comitato elettorale di Paolo Braiati?

 

ByManso – Al Consiglio Federale che si è tenuto il 10 dicembre a Roma, secondo MarcheinGol, si è deciso di dare il via libera alla disputa del solo girone d'andata con play off e play out. Un tentativo questo di portare a termine i campionati, che come sostiene da sempre Emiliagol, ora come ora, è l'unico percorribile.

Il problema di questa formula, è comunque gigantesco per l 'Emilia Romagna che come ben sappiamo ha scelto quel format tanto assurdo (gironi da 14 con 5 retrocessioni), che penalizzerà oltremodo tutte le società, specialmente quelle di Eccellenza, Promozione e Prima Categoria. Tanto per non farvi mancare nulla è bene ricordare che Emiliagol il 17 agosto se ne era uscita così: "Il CRER mette a rischio il calcio per 2/3 campionati: fermateli"! 

Pensare di fare Play off, quando i posti promozione per tornare a 18 squadre nella stagione 2021-22 (lo ha ordinato con un comunicato la LND) sono uno a girone, è cosa improponibile, perché la matematica non è e non può essere un'opinione, nemmeno per il Presidente Paolo Braiati.

Pensare di fare i play out coinvolgendo nelle retrocessioni non più le cinque che dovrebbero scendere, ma sette squadre (5+2), cioè la metà di un girone, è altrettanto assurdo.

Logicamente, Paolo Braiati non dirà che con quei cinquanta ripescaggi ha rovinato i campionati ancor di più di quello che ha fatto il covid nella stagione 2020/21.

Lui sicuramente non lo dirà, ma tutti, proprio tutti ora se ne renderanno conto, poiché i giochini del format che non ha fatto votare alle assemblee (“non vi faccio votare, non per mancanza di democrazia ma per salvaguardarvi”), si son del tutto rivoltati contro quella che, ripeto, Emiliagol ha definito fin da agosto, una assurdità calcistica mostruosa.

Sempre per rimanere in tema Braiati, come non ricordare anche queste le sue parole di una decina di giorni fa: “ la Lombardia che ha mantenuto i gironi a 18 squadre è ora lì che piange perchè non sa come fare a terminare i campionati”.

Bene caro Paolo, la Lombardia se ne frega di come finirà questo campionato, poiché sia che si giochi solo il girone di andata, sia che non si riesca nemmeno a ricominciare, lei, la Lombardia, per il prossimo campionato, quello del 2021/22, si presenterà ai nastri di partenza senza aver penalizzato le proprie società, mentre in Emilia Romagna, vada come vada, ci saranno tante società che si vedranno retrocesse dopo solo 13 partite.

E questo, badate bene se si riuscirà a portare a termine almeno il girone di andata, poiché se non si giocherà più o non si chiuderà il girone di andata, l'Emilia Romagna dovrà per forza di cose e di matematica (sfidiamo chiunque a dire il contrario), aprire il campionato 2021/22 con la stessa formula che abbiamo ora.

Da ciò (se non si giocherà più o se non si terminerà il girone di andata) se ne deduce che l' Emilia Romagna dei dilettanti ci metterà un Campionato di più a sconfiggere il Covid, sia che Paolo Braiati sia ancora Presidente dopo le elezioni di gennaio, sia che, come in molti si augurano, il Presidente sia qualcun altro.

Un fallimento su tutta la linea, quello del CRER, che non può passare sotto l'uscio, poiché una cosa è certa, nessuno dei Comitati Regionali italiani più importanti ha scelto il format che prevedeva tanti piccoli gironi, tanti ripescaggi, tante retrocessioni e una sola promozione in ogni categoria.

E si, nella mente di questi dirigenti con la paura delle elezioni, non c'è dubbio che l'operazione più ripescaggi = più voti, sia stata alla base delle loro decisioni.

Chi invece ha pensato alle società e ai loro sacrifici, ha deciso di affidarsi al non rischiare nulla, come ha fatto quella Lombardia che tanto ha citato il nostro Presidente.

A Paolo Braiati ora non rimarrebbe altro che chiedere scusa alle società per il suo operato, ma sappiamo bene che questo non avverrà mai e che non sentiremo un “scusatemi se ho sbagliato”, anzi, nelle nostre orecchie frullano già le giustificazioni improbabili e senza senso calcistico che ci propinerà e che saranno identiche a quelle “subite” dalle società in questi mesi.

La poltrona val bene qualche giustificazione; e lo vale ancor di più, se la poltrona è la tua!

Un volontario “ normale”, quale è Braiati, dopo tanti errori, darebbe le dimissioni; ma di normale in queste cariche federali, non c'è proprio nulla, visti anche i lauti compensi che passano sotto forma di diaria!

Insomma, le dimissioni non le darà mai, ma martedì, alla riunione con tutti i suoi uomini, ammutinati compresi, si sa mai che succeda qualche cosa!

E si, si sa mai!!

Asta la vista ai nemigos degli amigos! Rido.

 

Ps: c'è da chiedersi come mai Paolo Braiati non abbia ancora detto nulla su quanto deciso dal Consiglio Federale. Vuoi mai che la notizia dovesse essere data dopo le elezioni? Embe, a pensar male si fa peccato, ma ci si azzecca quasi sempre, ve!

 

 

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  Scritto da manso il 12/12/2020
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