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CORONA, LA TALPA E' LO ZIO DI UN EX CALCIATORE DELL’INTER - LA STORIA

SECONDO “LA VERITA’” A TENERE IL BANCO DELLE GIOCATE A ROMA PERDENDO CIRCA 200MILA € - ESPOSITO, CON I PARENTI STRETTI, AVREBBE ANCHE FATTO I NOMI DI DIVERSI GIOCATORI “LUDOPATICI” COME LUI E LA MAGGIOR PARTE DI QUESTI COGNOMI SONO GIÀ APPARSI SUI QUOTIDIANI - SOTTO OSSERVAZIONE IL PASSAGGIO DI UNA CASA, “SCHERMATO” DA UNA COMPRAVENDITA INTERMEDIA, DALLA TALPA ALLA FAMIGLIA ZANIOLO...

ESTRATTO DA DAGOSPIA - Uno dei possibili futuri protagonisti dell’inchiesta sul calcio scommesse vive in Liguria. È lui l’uomo di cui parla Fabrizio Corona in uno dei suoi scoop. Ha giocato nella primavera dell’Inter ai tempi di José Mourinho ed è stato inserito nella lista Champions dei nerazzurri nell’anno del Triplete.

Si chiama Antonio Esposito, è nato a Napoli nel 1990, risulta residente a Beverino in provincia della Spezia ed è amico di Nicolò Zaniolo, pure lui spezzino. Zaniolo è attualmente indagato dalla Procura di Torino insieme con Sandro Tonali e Nicolò Fagioli per esercizio abusivo di attività di giuoco o di scommessa. Un reato che i legali dei calciatori coinvolti definiscono «minore» in quanto estinguibile con il pagamento di un’ammenda. L’attuale attaccante dell’Aston villa sostiene di non aver mai scommesso su eventi legati al calcio, ma di essersi de- dicato soltanto a poker e blackjack. Tonali ha fatto sapere che vuole collaborare con la Procura Fig

Forse bisognerà attendere la fine della partita di stasera tra Italia e Inghilterra per poter conoscere la lista completa dei tesserati invischiati nell’inchiesta sulle scommesse della Procura di Torino (si parla di 30 coinvolti in cinque società). Anche Corona ha accettato di fermare le sue rive- lazioni sino a questa sera, quando dovrebbe svelare in tv alcune delle storie che ha raccolto in questi giorni da varie fonti.

La Procura di Torino sta indagando da tempo sulle scommesse il- lecite e il primo nome a finire sui giornali è stato quello dello juventino Nicolò Fagioli, classe 2001, che si sarebbe esposto per oltre 1 milione di euro. Nelle intercettazioni si parla di un «brutto giro di Pia- cenza», ovvero proprio la città natale del giocatore bianco- nero. Secondo gli atti Fagioli ha scommesso su calcio e non solo. Ma, sembrerebbe, mai sulla Juventus. Adesso è in te- rapia da uno psicologo che cu- ra le dipendenze.

Il suo prestanome sarebbe un portiere classe 1999, L.B., piacentino a sua volta. È possibile che il numero di calciatori indagati - al momento Tonali, Zaniolo e Fagioli - possa allargarsi non solo a quelli di serie A, ma anche a giocatori di serie minori, tutti accusati di avere scommesso su piattaforme illegali. Nell’indagine sarebbe- ro iscritti anche diversi bookmakers che avrebbero operato al di fuori della legalità nel campo delle scommesse.

A livello calcistico, la sazione prevista per gli scommettitori è di 3 anni di squali- fica, pena che può dimezzarsi in caso di patteggiamento, mentre per l’omessa denun- cia, se accertata la colpa, i tesserati rischiano sei mesi più un’ammenda a partire da 15.000 euro. In caso di condanna , Fa g i o l i , To n a l i e Z aniolo salteranno gli Europei e le qualificazioni ai Mondiali del 2026. Perché neppure con i patteggiamenti farebbero in tempo a rientrare per l‘appuntamento di metà giugno in Germania. Se poi si finisse a processo, dal primo grado (Tribunale federale) al terzo (Collegio di garanzia del Coni) passerebbero almeno 4 o 5 mesi, con una sentenza definitiva che arriverebbe non prima di maggio o giugno 2024.

Ma torniamo al «cocco» di Mourinho che, all’epoca, sembra facesse coppia in camera con Mario Balotelli. Il giovanotto, che oggi fa il centrocampista nel Finale ligure (squadra della cittadina in provincia di Savona) avrebbe una montagna di segreti ben custoditi. Avrebbe vissuto a Roma con Zaniolo, quando questi giocava nella Capitale, nella casa di Francesco Totti che, come ha rivelato questo giornale, condivide con queste nuove leve del pallone la passione per il gioco d’azzardo. Ma non sappiamo se vec- chie e nuove leve abbiamo condiviso questa passione. Esposito per Zaniolo sarebbe stato un po’ amico, un po’ factotum, un po’ manager (sarebbe stato lui a segnalare Nicolò al suo procuratore Claudio Vigorelli).

A Roma Esposito avrebbe gestito in prima persona una specie di «bisca clandestina» e la fami- glia Zaniolo, compresa la mamma di Nicolò, Francesca Costa, sarebbe stata al cor rente dei problemi anche eco- nomici di Antonio e per que- sto lo avrebbe pure aiutato economicamente. A sostene- re questa versione è lo stesso zio di Esposito, il pluripregiudicato napoletano M.P., una delle fonti di Corona.

Il cinquantanovenne campano, a quanto risulta alla Verità, sa- rebbe da tempo attenzionato dalle forze dell’ordine. Esposito con i parenti stretti avrebbe anche fatto i nomi di diver- si giocatori «ludopatici» come lui e la maggior parte di questi cognomi sono già apparsi sui quotidiani. Antonio, a Roma, secondo le nostre fonti, avrebbe fatto quello che in gergo si definisce «banco» delle scommesse, una specie di allibratore. E in questo modo avrebbe perso circa 200.000 euro. Forse anche per questa sua sfortunata attività clandestina Esposito sarebbe stato malmenato durante il suo soggiorno capitolino.

Chi si stanno interessando al caso ha messo sotto osservazione il passaggio di un immobile, «schermato» da una compravendita intermedia, da Esposito alla famiglia Zaniolo. Un’operazione che avrebbe permesso al trentatreenne napoletano di saldare un debito contratto con l’amico e i suoi parenti. Il 28 ottobre 2021 Esposito cede a M.I., con cui condivide l’indirizzo di residenza in un paesi- no nell’entroterra spezzino, un appartamento composto da soggiorno, cucina, bagno e due camere da letto più due terrazzi in un edificio popolare. Il prezzo di vendita è di 200.000 euro, comprensivi di 123.000 di mutuo ancora da pagare. Esposito per questa cessione avrebbe incassato due bonifici, per un importo complessivo di 76.500 euro, il 24 maggio e l’8 giugno 2022 su un conto postale di San Cesareo di Roma.

Su Internet si trova ancora un’intervista a suo padre Egidio del 2010. In essa il genitore si lamenta per il cono d’om-bra in cui era finito il suo ragazzo: «Non mi spiego il silenzio che è calato intorno a lui: da quando si è fatto male, il 18 novembre scorso, nel corso di un derby Milan-Inter, non se ne è più parlato. Eppure, era indicato dagli addetti ai lavori come una delle promesse della stagione 2009-10» disse. E aggiunse che «l’infortunio al crociato era solo un ricordo».

Dichiarò anche che molte squadre italiane e straniere si erano interessate ad Antonio, ma concluse: «Noi stiamo be- ne all’Inter, e da quanto siamo qui la nostra vita è cambiata: non abbiamo mal di pancia, sia chiaro. So che mio figlio può dare tanto e lo può dare anche alla prima squadra, se ci saranno chance per gioca- re». Purtroppo la casacca ne- razzurra non la indossò più e forse anche per questo è stato inghiottito nel vortice del gioco d’azzardo.

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  Scritto da Redazione Emiliagol il 17/10/2023
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