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AMARCORD: UN VIAGGIO DAL 2011 NELLA STORIA DI EMLIAGOL/CALCIODUCALE

2012 - Inchiesta ByManso: la truffa dei procuratori alle famiglie - Mister Paolo Pescatori parla della regola dei giovani - Ecco com'era la preparazione nei dilettanti quasi 10 anni fa

 

 

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3 Agosto 2012

Genitori di Giovani Calciatori truffati da procuratori e Società?

Le inchieste di Calcioducale

ByManso - Questa è una di quelle notizie che fanno male quando le senti, e però fanno ancor più male quando ti viene in mente di diffonderle. Ecco la storia. I genitori parmigiani di un promettente 94 che gioca in Promozione, vengono contattati da un procuratore toscano che gli propone di portare il ragazzo a giocare in una squadra di Lega Pro di Prima Divisione. Come è naturale che accada, i genitori e il ragazzo vanno su di giri e così avviano i contatti con l’ importante Società professionistica. Da tramite logicamente lo fa il procuratore che ha "scoperto" il ragazzo. Il procuratore fa il suo dovere e così la Società finalmente convinta, rompe gli indugi e propone ai genitori del giocatore il contratto. La città di gioco è lontana e quindi c’è da provvedere a vitto e alloggio, che non è poca cosa, visto i costi di questi tempi. La squadra milita in un campionato professionistico, ma non è ricchissima, quindi chiede, tramite il procuratore, un contributo per il mantenimento del ragazzo. 12.000 euro all’anno! Non sto scherzando, è proprio così! Invece di pagare questa Società si fa pagare per ingaggiare giovani talenti. E il procuratore? Beh, lui è un grande, perché la squadra te la trova e sicuramente non guadagna ufficialmente nulla sulla "retta". Lui lo fa per la gloria? Beh, magari lo fa per quei nemmeno pochi euri (25%) che non figureranno nel costo del mantenimento (nero). Questo è quanto e quindi la domanda che viene spontanea è: ma davvero anche il calcio è colpito da questo genere di truffe? Sembra di assistere alla trasposizione di quelle agenzie che promettono a giovani e belle ragazze di entrare nel mondo dello spettacolo. Si però senza un bel book fotografico che logicamente va pagato, dove vuoi andare? Quindi 5.000 eurini per il book e 2-3000 per l’iscrizione all’ agenzia. Poi una volta pagato il tutto nessuno più ti chiama. A me sembra che d’ora in poi dovremo considerare ancor più vera la storia che accomuna i calciatori alle veline. E’ si è, perché anche le truffe sono le stesse. Proviamo a fare due conti in tasca a questa società. Poniamo che tra Primavera e altre categorie del settore giovanile vengano ingaggiati, con questo metodo, non meno di una decina di giocatori a 12.000 euro all’anno. Beh, fa 120.000. 120.000 euri, mica uno scherzo! Con i tempi che corrono in Serie C ci paghi metà degli ingaggi della prima squadra. Che funzionasse così non lo potevo davvero supporre, ma nel calcio non si finisce davvero mai di imparare e questa storia ne è la prova. Meno male, che questi avveduti genitori, insospettiti dal costo della "retta", non hanno abboccato all’ amo calato in acqua dall’ integerrimo procuratore. Loro con intelligenza si sono salvati, ma quanti altri avranno abboccato a quell’ amo? Suppongo il giusto. Quant’è il giusto? Ma quei dieci di cui parlavamo prima. 120.000 euri, mica noccioline! Un vero peccato che mansospia sia stato avvertito a cose finite. Davvero un gran peccato, perché sarebbe stato grandioso registrare a video tutta la trattativa e poi mandarla on-line. Ora che la questione è pubblica, spero che il procuratore cambi il metodo dell’ "ingaggio rovesciato" perché Calcioducale.it lo vedono anche in Toscana e non sarebbe carino che venisse fuori il suo nome e quello della Società. Un avvertimento? No, una vera e propria minaccia; una minaccia che si merita chi con la truffa rovina o tenta di rovinare le famiglie. Uomo (sigh) e Società avvertiti, mezzi salvati!

 

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Agosto 2012 - Di Mister Paolo Pescatori

DELLA REGOLA DEL GIOVANE

Nuova stagione problemi vecchi? Direi proprio di si, niente di nuovo sotto il sole e la regola dell’impiego del giovane è lì a imperitura memoria, se mai ve ne fosse bisogno a ricordarceli tutti nessuno escluso.

E’vero che l’argomento viene periodicamente dibattuto, tuttavia vorrei approcciarlo in modo diverso da quello che istinto, foga e considerazioni ti suggeriscono ed in modo che il tutto non risulti una inutile ripetizione.

Si vogliono far giocare alcuni giovani (e gli altri?) con l’adulto, quindi ipotizzando una proiezione futura, mentre invece vorrei usare una sorta di macchina del tempo per tornare indietro e ripercorrere per sommi capi lo sviluppo psico-socio-motorio del giovane in riferimento al gioco, ma andiamo con ordine.

F.I.G.C., come tutti sappiamo è l’acronimo di Federazione Italiana GIUOCO Calcio.

Ecco partiamo dalla parola giuoco (da qui in poi chiamato gioco), come inteso da numerose discipline oltre che dalla etimologia, ovvero "attività volontaria" "che da piacere".

Essendo un tratto fondamentale della natura umana, il gioco è studiato da numerose discipline. Sintetizziamo qui di seguito alcuni dei pensieri da esse sviluppati:

filosofico: fin dall’antichità viene asserito che debba dare gioia e piacere, non certo essere fonte di frustrazioni ansie e stress che portano (dati alla mano) all’abbandono del gioco stesso;

sociologico: in questo ambito il gioco viene definito come attività libera alla quale il giocatore non può essere obbligato a parteciparvi;

psicologico: è tuttavia la psicologia, riconoscendo non esservi alcun movimento che non intervenga la psiche, che più di ogni altra disciplina studia e riconosce il gioco come straordinaria occasione per lo sviluppo della persona e nella strutturazione della sua personalità.

GIOCANDO SI IMPARA, solamente un modo di dire? Assolutamente no, si pongono basi per ogni successivo apprendimento, aumentando le esperienze e di conseguenza le memorie.

Quindi il gioco viene riconosciuto come un processo di crescita, in quanto giocare (allenarsi) ci deve portare a perseguire un obiettivo, che non è certo quello di essere messo da parte nella migliore delle ipotesi nel breve volgere di un paio di anni. Anni facenti parte del periodo post-puberale dell’età evolutiva (16-19 anni) periodo molto fertile per gli apprendimenti, perdere e peggio ancora subire questa straordinaria opportunità è oltremodo sciocco e alla fine anche sconveniente.

Noi giochiamo infatti dalla più tenera età per imparare, ad esempio il piccolo che lascia cadere oggetti per terra sta imparando a riconoscere e valutare lo spazio ed il tempo, guarda caso due concetti fondamentali nel futuro sviluppo motorio coordinativo dell’atleta e un gioco di squadra richiede un pensiero più evoluto non fosse altro per il fatto che occorre interagire con altri individui e saper regolare di conseguenza il nostro comportamento.

Infine un gioco di squadra deve portare ad un aspetto socializzante e di condivisione, la qual cosa ci porta in ambito motivazionale. Anche se penso che la motivazione primaria allo sport (così detta semplicemente perché compare e si manifesta prima), cioè il gioco debba rimanere per forza di cose sempre presente, dobbiamo fare riferimento alle motivazioni secondarie fra le quali riconosciamo il desiderio di attestazione ed appartenenza ad un gruppo ed alle proprie dinamiche, cosa difficilmente realizzabile quando si è quasi ignorati dalla squadra e mal digeriti dall’allenatore.

Sappiamo che possono esservi ancora in atto adeguamenti dello schema corporeo responsabili di altalenanti rendimenti sportivi, che vi è differenza tra età cronologica (quell’anagrafica) ed età biologica (il reale stato di sviluppo), oltre a memoria genetica e memoria storica (il vissuto), ma dovendo giocare con l’adulto si sceglie il secondo tipo, quello più sviluppato fisicamente ma che può essere ancora immaturo, ignorando che lo sviluppo di corpo e mente a questa età non vanno necessariamente di pari passo e che l’atleta è un sistema molto complesso condizionabile dall’interno e dall’esterno e che non va quindi allenato per singoli compartimenti stagni. Proprio per questo ed altri fattori le aspettative che si creano dentro e fuori ad un campo sono o possono comunque essere fonti di stress e generatori di insicurezze.

Passando ad altro punto sottolineiamo che una delle modalità di apprendimento e crescita è per prove ed errori, non fermandoci di fronte ai primi insuccessi ed apprendendo con le ripetizioni (es. il bambino con la torre di cubi che cadono in continuazione prima di riuscirvi), ma se non provo? Se non ripeto? Se non mi è data la possibilità di errore? Contravvengo certamente alla legge fondamentale dell’apprendimento sportivo che sancisce che per padroneggiare attrezzo, gesto tecnico, situazione, occorrono molte ripetizioni. Se poi vengo quasi sempre messo esterno con il numero 7 ed estraneo a qualsivoglia forma di gioco, ammesso e non concesso che ci sia?! Si, il numero 7 (statisticamente i mancini per l’11 sono in numero inferiore), quel numero sette che una volta con soprannomi quali l’usignolo, il poeta, la farfalla, evocava ben altri scenari.

Ma purtroppo la realtà è che come afferma Mario Sconcerti, in un articolo sul Corriere, anche se riferito al calcio di vertice ma nulla cambia, "il calcio italiano non pensa ai giovani non ne ha il tempo … tornino quando sono più grandi.

Anche se in definitiva è meglio essere ignorati che presi in giro, nella quasi totalità dei casi con appunto la canonica frase di rito "non ho tempo di insegnarti" (ma forse nemmeno la voglia e le capacità) vieni rimandato alla residua tipologia di apprendimento, peraltro più peculiare nello sviluppo cognitivo dei bambini, che è per imitazione, imitazione che non deve essere rivolta al calcio proposto dai media ma dai modelli che dovrebbero essere proposti dall’allenatore e dai compagni più adulti.

Già Sigmund Freud segnalava nei giochi del maschio il tentativo di imitazione del padre (quindi del soggetto adulto) e a ricoprirne il ruolo.

Il giovane ha, ricordiamolo, oltre che degli aspetti motivazionali diversi (e motivazioni diverse portano ad obiettivi diversi), anche un approccio al gioco estremamente diverso dall’adulto, in quanto a questa età il gioco è ancora una delle occupazioni principali e più importanti. Quindi, giocare provare imparare, ma con la possibilità di sbagliare e ricominciare senza paure di premature bocciature.

Il giovane sa che ha solo da imparare, mentre l’adulto spesso rifiuta gli insegnamenti ritenendo già completa la propria formazione, allora insegniamo, istruiamo, spieghiamo, stimoliamo, non poniamo restrizioni al loro apprendimento, portiamoli fin dove i loro limiti naturali (che tutti noi abbiamo) consentono, evidenziamone i pregi piuttosto che i difetti e valutiamoli anche per come stanno affrontando e gestiscono cambiamenti e novità che il loro amato, ancora per poco, pianeta calcio gli sta proponendo.

Esiste poi una carta dei diritti allo sport sia per bambini che per ragazzi (e anche per gli adulti). In quella dei ragazzi (e non si fa menzione di età di riferimento) approvata da Commissione ONU mi preme sottolineare la spiegazione data al diritto di competere con giovani di pari capacità ovvero una pratica sportiva tra gruppi omogenei non solo per età cronologica ma anche per età ossea e maturità puberale. Di questo occorre rimarcarne il significato, di come a sviluppo non ancora completato certe esercitazioni possano essere nocive per le articolazioni e per l’apparato muscolo scheletrico in generale. Per questi nostri giovani non vale niente di tutto ciò? Sta carta e sti concetti valgono solo per qualcuno? Qualcuno è esente, dispensato o escluso?

Apro una parentesi sarcastica, uno studio australiano ha identificato in atleti di alto livello, il gene ACTN3 legato alla performance sportiva; con un semplice tampone orale sarà possibile stabilire se il piccolo è geneticamente predisposto per sfondare nello sport. Costo dell’operazione 110 dollari australiani circa 66 €, anche in tempi di vacche magre come oggi, con un modesto investimento le società potrebbero prenotare "il giovane" con anni di anticipo.

Tornando seri occorre ribadire quanto deprimente sia la consuetudine secondo cui giocavi punta allora fai l’esterno in un 4-3-3, centrocampista? Esterno nel 4-4-2 o 4-5-1, difensore centrale, per l’amor di Dio non se ne parla, sempre esterno in un modo o nell’altro. Per un portiere poi è notte fonda! Così facendo (teoria del minor danno) mi sembra che la poca sostanza quotidiana venga preferita ad un progetto lungimirante, ed in pratica sostanzialmente alla volontà di vincere prevalga la paura di perdere o quantomeno di non vincere. Ma allora c***o il giovane può incidere o determinare l’esito della partita? Allora scusate facciamo in modo che lo possa fare via via sempre più in positivo. O no?

Ripeto, tanto ormai ho certamente stancato, che le abilità che caratterizzano la prestazione sportiva sono Tecniche/Tattiche Fisiche e Mentali (TFM) le quali tendiamo ad incrementarle con l’allenamento inteso come un processo multilaterale pianificato con canoni prestabiliti ed esecuzione controllata secondo criteri della scienza e dell’esperienza e conseguente efficacia analizzata (Carl 1989). Ed ancora, ogni esercitazione oltre che ripetuta deve rispettare il principio fondamentale dell’allenamento, dal facile al difficile dal noto allo sconosciuto, deve mettere in difficoltà ma deve comunque avere possibilità di riuscita.

Insomma quello che deve essere detto e fatto in parecchio tempo non può essere fatto in poco o peggio bypassato, in definitiva un 17enne al primo lavoro non avrà mai le stesse competenze dell’adulto, ma gli verrà insegnato giorno per giorno il mestiere.

Certo il discorso parte da lontano ed è molto lungo; "date una palla ad un adulto e ritornerà bambino" afferma Piaget, eccola allora la macchina del tempo, una semplice palla, ma il problema è che noi dobbiamo ottenere il contrario cioè fare diventare adulto l’individuo, quindi dal momento che esistono in una squadra, essere istruiti diventa un loro diritto, fornirgli tutti elementi utili un nostro dovere! Semplice!

Da ultimo ricordo un mio Prof. alle superiori che mi ha insegnato "cui prodest" cioè a chi giova. Beh essendo la regola dei giovani dovrà giovare ai giovani (ma siamo sicuri che è quello che vogliono e si aspettano da noi?), se così non fosse l’unica morale è che è amorale, ma si sa che nell’universo abbondano due elementi: l’idrogeno e _____________! (Ognuno metta nello spazio l’aggettivo o il sostantivo che meglio rappresenta il proprio pensiero al riguardo).

Ancora una volta grazie

Mister Paolo Pescatori

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ByManso - Beh Mister che dire, sei da sposare in todo. Intendo nel pensiero e nelle convinzioni non in altro; rido. Il pensiero messo giù così non può che portare a codeste convinzioni. In pratica hai scientificamente provato quello che su questo sito andiamo dicendo ormai da alcuni anni e che per interesse del Sant' Euro viene costantemente ignorato da chi fa le regole. Sei stato un signore a non toccare quest'ultimo argomento, ma io, che signore non sono quando non voglio, devo ricordare o mettere al corrente i nostri visitatori del perchè si è introdotta questa regola e soprattutto da chi. Bastano quattro parole o quasi. Sono i singoli Comitati Regionali della Federazione che con i voti delle Società di appartenenza decidono come e quanti giovani debbono essere impiegati nei differenti campionati. In pratica sono proprio le Società a sposare questa regola. Perchè? Ma perchè chi ha il settore giovanile ha così la possibilità di vendere i giovani a quelle Società che non lo hanno, il settore giovanile. Il discorso sulla giovane "carne da macello" è tutto qui. Che vale è il conquibus e non la salute (psico-fisica) dei ragazzi. Alcuni Comitati Regionali stanno facendo una grande marcia indietro; ma finchè non ci sarà un "incidente" poco cambierà. E' si, in Italia solo un incidente con risonanza nazionale può mettere fine a questo genere di barbarie. Che schifo doverlo aspettare e che schifo sapere che avverrà per colpa di chi dovrebbe pensare esclusivamente al bene dei ragazzi!

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16 Luglio 2012

 

La preparazione atletica nei dilettanti

Mister Michele De Masi alla guida del Castiglionese con questa " tabella" ha vinto la Prima Categoria Toscana

Prima Settimana

Lunedì

Corsa ritmo progressivo 20’

Stretching & mobilità articolare 15’

Potenziamento muscolatura del tronco (ca. 200 ripetizioni totali)

Martedì

4x1000m (4’- rec. 5’)

Mercoledì

Circuito stazioni lontane (3 volte – rec. 5’):

2x10 divaricate sagittali

10 addominali a libro

10 lombari

10 balzi fra ostacoli (altezza 0,60m- distanza 1m)

2x10 obliqui

10 piegamenti sulle braccia

2x2x10 curl 1 piede

Allungo progressivo 60m

Giovedì

6x600m (2’00" – rec.3’)

Venerdì

Circuito stazioni lontane (4 volte – rec. 5’):

2x10 divaricate sagittali

10 addominali a libro

10 lombari

10 balzi fra ostacoli (altezza 0,60m- distanza 1m)

2x10 obliqui

10 piegamenti sulle braccia

2x2x10 curl 1 piede

Allungo progressivo 60m

Sabato– domenica

Riposo

Seconda Settimana

Lunedì

Riposo

Martedì

5x800m (2’45" – rec.4’)

Mercoledì

Circuito stazioni lontane (2-3 volte – rec. 5’):

2x10 divaricate sagittali

10 addominali a libro

10 lombari

10 balzi fra ostacoli (altezza 0,60m- distanza 1m)

2x10 obliqui

10 piegamenti sulle braccia

2x2x10 curl 1 piede

Allungo progressivo 60m

Giovedì

Partita amichevole

Venerdì

5x1000m (4’00" – rec. 5’)

Sabato 20 agosto

Partita amichevole

Terza Settimana

Lunedì

Lavoro in salita:

3x30m calciata dietro

3x30m skip

3x30m corsa gambe tese

3x10 balzi circolari a piedi uniti

3x30m balzi alternati

2x3x30m balzi alternati-successivi

2x8x30m velocità (recupero di passo)

Martedì

2x4x300m (1’00" –rec. 1’ nella serie – 5’ tra le serie)

Mercoledì

Partita amichevole

Giovedì

Lavoro in salita:

3x30m calciata dietro

3x30m skip

3x30m corsa gambe tese

3x10 balzi circolari a piedi uniti

3x30m balzi alternati

2x3x30m balzi alternati-successivi

2x8x30m velocità (recupero di passo)

Venerdì

1000m-800m-600m-400m-200m (rec. 4’-3’-2’-1’)

Sabato

Partita amichevole

Quarta Settimana

Lunedì

Lavoro in salita:

3x30m calciata dietro

3x30m skip

3x30m corsa gambe tese

3x10 balzi circolari a piedi uniti

3x30m balzi alternati

2x3x30m balzi alternati-successivi

8x20m velocità (recupero di passo)

8x30m velocità (recupero di passo)

Martedì

Interval-training 2x10’

Nella serie: 3’ (30" lento – 30" veloce) – 3’ (20" lento – 20" veloce) – 2’ (15" lento – 15" veloce) – 2’ (10" lento – 10" veloce) rec. 6’

Mercoledì

Partita amichevole

Giovedì

600m-400m-300m-200m-100m (rec. 2’00-1’30"-1’00-30")

Venerdì

Velocità distanze brevi:

12x20m con angolo

6x40m con angolo

Sabato

Riposo

Domenica

Partita Coppa

Quinta Settimana

Martedì

Lavoro in salita:

3x30m calciata dietro

3x30m skip

3x30m corsa gambe tese

3x10 balzi circolari a piedi uniti

3x30m balzi alternati

2x3x30m balzi alternati-successivi

8x20m velocità (recupero di passo)

8x30m velocità (recupero di passo)

Mercoledì

Interval-training 2x8’

Nella serie: 2' (20" lento-20" veloce) - 2’ (15" lento - 15" veloce) - 2’ (10" lento - 10" veloce) – 2’ (13" lento – 7" veloce)

Giovedì

Velocità su distanze brevi:

2x3x (40-50-60m) recupero leggera corsa

Venerdì

Allenamento su rapidità

Sabato

Riposo

Domenica

Partita campionato

 

 

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  Scritto da manso il 30/04/2021
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