Vota il sondaggio

Inserisci la tua email per votare

Puoi votare solo una volta per questo sondaggio e la tua email deve essere valida.
La tua email non sarà resa ne pubblica ne visibile.

Consenso al trattamento dati:

Accetta il trattamento dei dati.

 
×

Accedi al Sito !

Usa le tue credenziali di accesso:
Non ricordi più la password?

Registrati

 Resta connesso

 

oppure

Accedi con Facebook

×

AMARCORD: UN VIAGGIO DAL 2011 NELLA STORIA DI EMLIAGOL/CALCIODUCALE

Tre gli argomenti presi dal 2012: Olimpiade, contro i virus, niente strette di mano - Il Puntinator Cortese in aiuto del Vicofertile - Il Socialismo reale applicato al calcio: inchiesta web e commento ByManso sulla regola del giovane (sottoquota)

 

6 Marzo 2012

Il decalogo dei suggerimenti agli olimpici del regno unito

Olimpiade, niente strette di mano per gli atleti britannici: troppo alto il rischio di ammalarsi

Dal Corriere della Sera

Niente strette di mano agli avversari se non volete compromettere le vostre chance di medaglia olimpica. Questo l’avvertimento recapitato a mezzo stampa (leggi «Mirror» e «Daily Mail» agli atleti inglesi che disputeranno i prossimi Giochi olimpici dal dottor Ian McCurdie, responsabile della British Olympic Association, preoccupato che un qualsivoglia virus - contratto magari con una banale stretta di mano, complici l’ambiente «abbastanza ostile» del villaggio olimpico e il fatto che per molti sia «la prima volta» - possa pregiudicarne il successo in gara.

CONSIGLIO - «Entro certi limiti, penso che proibire la stretta di mano non sarebbe affatto un cattivo consiglio – ha spiegato l’esperto del Comitato Olimpico britannico – perché il problema può sorgere per qualche evento, quando magari sono presenti venti persone mai viste prima e bisogna stringere loro le mani». Da qui il consiglio, contenuto in un dettagliato decalogo di suggerimenti dedicati ai 550 atleti del Regno Unito e ai 450 membri dei loro staff, di lavarsi regolarmente le mani con del sapone antibatterico, per ridurre così il rischio di contagio, e di utilizzare sempre la crema per le mani come ulteriore barriera protettiva perché si può prendere il virus praticamente da ogni cosa, da una maniglia come dalle posate.

IL NO DEL GOVERNO - La presa di posizione della British Olympic association non è piaciuta però al governo britannico che in una nota del ministero della Salute ha spiegato: «Non c'è alcuna ragione per cui la gente non dovrebbe stringere la mano durante l'Olimpiade».

NULLA AL CASO - In ogni caso, strette di mano o no, nulla verrà lasciato al caso nella preparazione della squadra che rappresenterà il paese ospitante a Londra 2012 e tutto fa parte di una strategia precisa, che mira ad un solo obiettivo: vincere il maggior numero possibile di medaglie o perlomeno mettersi nelle condizioni per farlo. Ecco perché gli atleti vengono sottoposti ad esami rigorosi contro le allergie e devono segnalare qualunque sintomo insolito fin dal suo primo manifestarsi. «Ritengo che la più grande minaccia per la prestazione di un atleta, a maggior ragione durante una manifestazione come le Olimpiadi, sia il rischio di ammalarsi o comunque di non sentirsi bene durante la gara – ha concluso McCurdie – e in questo caso noi parliamo di minimizzare i rischi di una possibile malattia limitandone l’esposizione, ottimizzando la resistenza fisica e potenziando al massimo le difese immunitarie, nel caso in cui qualche virus dovesse comunque fare breccia. E l’igiene delle mani è la prima cosa, anzi direi che è tutto».

Simona Marchetti

-----------------------------------------------------------

Il Puntinator Cortese ByManso

Il Passator Cortese al secolo (800) Stefano Pelloni, fu portavoce degli scontenti e riuscì per anni a tenere in scacco i governanti pontifici nei territori delle Legazioni. Dominò i paesi delle Legazioni, cioè le province di Bologna, Forlì, Ravenna e Ferrara, sconfinando all'occasione anche nel Granducato di Toscana, tenendo in scacco sia il governo austriaco che quello pontificio. La sua cortesia fu cantata anche da Giovanni Pascoli.

Calcioducale non ha la pretesa con la figura del "Puntinator Cortese" di emularne le gesta, ma sicuramente il nome scelto fa o dovrebbe far capire che i "puntini" che verranno messi sull' operato delle autorità, peseranno come macigni. "Il portavoce degli scontenti" del calcio provinciale era una figura che mancava; ora c'è e sta a voi "ingaggiarlo". Nel nostro piccolo, quando avremo notizia di una qualche magagna, ci muoveremo autonomamente e scimmiotteremo il giornalismo d'inchiesta; inoltre se richiesto, garantiremo l'anonimato più assoluto ai "segnalatori".

Il Nuovo campo di Vicofertile

Il Puntinator Cortese

Portavoce degli Scontenti

La Dirigenza del Vicofertile ha chiesto aiuto al Puntinator cortese per venire a capo del problema campo. Il nuovo campo di gioco che si sta costruendo ha subito l'interruzione dei lavori per mancanza di fondi e perciò non potrà essere a disposizione della Società ancora per un tempo che per ora è indefinibile. Il Puntinator Cortese ha raccolto la testimonianza del DS Ugolotti (nel filmato) e poi l'ha portata al neo Assessore allo Sport Giovanni Marani (insediato da soli 15 giorni) che ci ha rassicurati sulla volontà dell' Amministrazione Comunale di raggiungere in tempi brevi un accordo con la Società Vicofertile, con cui si avvieranno i primi contatti la prossima settimana. I momenti per il Comune di Parma, come tutti sanno sono davvero cupi (i gan gnanca un biadé da fer baler 'na scimmia) , ma con il contributo delle parti, per alcune cose, tipo questa, una soluzione la si può e la si deve trovare.

Il Puntinator Cortese.

-------------------------------------------------------------------

15 Luglio 2012

Il Socialismo reale applicato al calcio

Se si continua così morirà il sistema?

Collage scelto per voi e ampliato bymanso

Opinioni da internet e del Manso: I Giovani sottoquota

La regola del sottoquota, così come è stata pensata dalla Federazione, è stata molto contestata dalle società sportive dilettantistiche e continua ad essere fortemente osteggiata. A parere di molti addetti ai lavori sarebbe opportuno eliminarla, poiché non ha raggiunto né i risultati sperati, né lo scopo prefissato, ovvero quello di valorizzare i vivai, promuovendo l’inserimento dei giovani atleti nelle prime squadre.

L’intento comunque nobile e senza dubbio da tenere in considerazione doveva forse essere pianificato in maniera differente, prevedendo interventi strutturali all’interno dei settori giovanili, dove purtroppo in questo momento esistono molte e svariate carenze. Il problema principale è che troppo spesso si lavora poco e male sulla tecnica di base e sui fondamentali; gli allenatori privilegiano l’aspetto fisico, agonistico e l’applicazione tattica da parte delle loro squadre e dei loro giocatori. Il risultato di questo lavoro è che nei campionati dilettantistici, un po’ a tutti i livelli, si vedono pochissimi atleti di qualità e lo stesso dicasi anche per i professionisti, dove mai come in questi anni si è vista una tale penuria di talenti in Italia. Auspico così che la regola dei fuoriquota possa essere rimpiazzata da altre misure più idonee ed efficaci, che agiscano nella fase evolutiva dei ragazzi e non quando ormai si sono già formati.

Nella massima libertà di pensiero, credo che chiunque abbia avuto a che fare con ragazzi così giovani, per lo più minorenni, senza patente ecc., si sia reso conto delle difficoltà che hanno società ed allenatori a cercare di tesserare prima, e mettere in campo poi, giocatori così giovani.

Le Juniores sono scese ad un livello qualitativo pessimo (ma è normale...), e credo che gli addetti ai lavori se ne siano accorti. Ma se le juniores devono essere composte di giocatori nati nel 94 e 95, gli stessi ragazzi che devono essere sottoquota nei campionati di Promozione ed Eccellenza, come si fa?? Basta fare un rapido calcolo: quanti Allievi ci sono?? Bastano per Eccellenza, Promozione e Juniores?? Però se non si riesce a fare la Juniores si paga la multa…

lo sport, qualsiasi esso sia, deve essere praticato da tutti coloro che sono in grado di praticarlo, anzi molto spesso il giocatore cosiddetto anziano è un esempio per i giovani e non si può calcisticamente parlando diventare vecchi a 21/22/23 anni perchè ci sono altri ancora più giovani che si ha l'obbligo di far giocare, molto spesso alcuni sottoquota che hanno per forza giocato in categorie superiori regrediscono in categorie inferiori e poi abbandonano l'attività calcistica,

- se l'obiettivo della Lega e di conseguenza del Comitato Regionale era quello di abbassare i costi di gestione e di favorire la carriera ai giovani, mi sembra che il risultato nettamente contrario sia sotto gli occhi di tutti coloro che orbitano nel mondo del calcio dilettantistico,

- il giovane calciatore deve giocare per impegno profuso e merito calcistico, non può vivacchiare con molte pretese perchè senza il suo impiego una squadra perde la partita ed in caso di una sua assenza un allenatore deve rivoluzionare formazione e schieramento, con che spirito si allena un ragazzo che sa comunque di dover giocare per forza la domenica, tale situazione è altamente diseducativa sia come sport che come educazione alla vita

- Dirigenti ed allenatori intelligenti se hanno a disposizione dei giovani che meritano, li inseriscono senza obblighi nelle loro squadra, facendone un patrimonio societario, mi sembra che negli anni precedenti a questa regola tantissimi giovani hanno giocato ed anche fatto carriera,

- le juniores, sono mandate a giocare il sabato a molti chilometri di distanza, i ragazzi sono costretti a perdere ore di scuola, anche questo mi sembra diseducativo, si potrebbe tranquillamente giocare in orari dalle 16.30 alle 18.00 in modo tale da evitare tale situazione. Si può obiettare che d'inverno è buio; si mettono i riflettori o si gioca in campi dove ci sono

La maggior parte degli allenatore cercano, per ovvi motivi, di sfruttare il "giovane" nel ruolo di portiere che, la cui particolarità, comporta doti psico/fisiche sensibilmente differenti dal giocatore di movimento.

Le società, i pochi elementi validi, sono costrette a: cercarli, pagarli ( acquisto e rimborsi), sfruttarli e poi "buttarli", in quanto dalla stagione successiva diventa "vecchio" come un quarantenne.

Va anche considerato che partire con un portiere titolare giovane, comporta necessariamente avere un dodicesimo della stessa età o più piccolo, in quanto in caso di sostituzione l'allenatore sarebbe costretto a cambiare due giocatori.

In primo luogo prendendo ad esempio il campionato di promozione, vedo i sottoquota impiegati quasi regolarmente, a prescindere dal loro ruolo effettivo, come esterni sia difensivi che di centrocampo, per la serie mettiamoli dove fanno meno danno... non solo mi chiedo il senso di questa regola che genera una forte anomalia, che è quella di proiettare dei giovani dagli allievi (in alcuni casi che magari hanno giocato il campionato provinciale) ad essere obbligatoriamente titolari in prima squadra senza avere la possibilità di terminare il loro ciclo di maturazione, fisico/tecnica con almeno un anno di juniores alle spalle... tutto questo per ridurre i costi?

ma quelle società che non hanno settore giovanile e che devono tenere in rosa minimo sette giovani come fanno? Non li devono forse andare a prendere in prestito, pagandoli e riconoscendo anche a loro un minimo di rimborso? Questo fa si che le rose di queste prime squadre siano sempre più ampie e quindi costose, fa si che alcuni di questi giovani non giocheranno che pochi minuti nell'arco di un'intera stagione!! Non mi sembra questo il modo migliore per far crescere i nostri giovani. Inoltre come è stato già evidenziato dopo un paio di stagioni questi giovani diventano improvvisamente "vecchi" e sono costretti a scendere di categoria... una carriera al contrario...

Sono un calciatore di 40 anni che gioca in seconda categoria e gioco al calcio da quando ne avevo 10. Sono tesserato in una società del comune di Assisi, società che è rinata 6 anni fà dopo un periodo di assenza, società che rinascendo, e man mano che si è composta in ogni suo livello, ha trovato momenti di confronto, animate discussioni su allenatori o problematiche varie, ma è sempre rimasta compatta sull'argomento dei rimborsi...e a voce unisona ogni allenamento, ogni partita, ogni campionato si ribadisce che nella nostra squadra nessuno, e dico nessuno percepisce 1 solo euro di rimborso. La società mette a disposizione il fisioterapista per tutti, divise, borse, tè caldo d'inverno e cene al campo a volontà. Il calcio è uno sport che si pratica con passione, il calcio è quello che si crea tra chi è dentro e chi è fuori dal campo a sostenerti..il calcio è accorgerti che il giocatore avversario che l'anno scorso ti giocava contro e che quest'anno gioca con te non è pio così antipatico..non sono 200 euro di rimborso che ti fanno andare al campo quando piove o quando c’è la neve...non sono regole prese da persone dietro alle scrivanie, spinte da società forti che x recuperare i soldi buttati per pagare i campioni della prima squadra vendono a peso d'oro i calciatori del settore giovanile, persone che non conoscono minimamente le problematiche reali che può avere una società con enormi problemi nel recepire il denaro, anche solo pagare il gas o la corrente del campo...non sono queste regole che dovrebbero farti giocare al calcio...noi x colpa di qualche fuoriquota che quando si prendono un impegno non lo mantengono sentendosi tutelati e credendo di avere diritto di giocare siamo stati costretti a giocare anche in dieci, abbiamo rischiato di retrocedere salvandoci in una finale della disperazione, nella nostra squadra ha sempre giocato chi si è allenato di più, non i più bravi e non i fenomeni che fanno un allenamento a settimana, questo dovrebbe essere il modo x salvare il calcio...Magari tu sei uno dei pochi che gioca per passione e quando prendi un impegno lo mantiene ma io sono un quarantenne che lavora 10 ore al giorno, non salta un allenamento, corre fino a quando non nè può più, non ero un fenomeno da giovane e non lo sono ora, non prendo un centesimo di rimborso ma quando avevo 20 anni giocavo senza che la società fosse costretta da regole, ma solo xkè vedeva in me la voglia, la passione e la serietà...in questo mondo niente è dovuto a nessuno, tanto meno nello sport che dovrebbe essere puro divertimento, benessere fisico e mentale, mi sembra che la maggior parte di voi giovani detti fuoriquota questo non l'abbiate ancora capito!!! Senza rancore Verso nessuno ma sentivo il bisogno di esprimere il mio pensiero, saluto tutti, rispetto ogni opinione e viva il calcio povero, quello vero!!!

---------------------------------------------------------------

L' opinione Bymanso

Quelle sopra sono un po' di opinioni prese qui e là in internet per focalizzare un problema, anzi, "il problema" che a mio avviso attanaglia il nostro piccolo mondo. La discussione potrebbe spostarsi ad una questione che riguarda la nostra società nel suo complesso. La regola dei "sottoquota" (chiamamoli con il loro nome) voluta dai soloni che dirigono il calcio, ricorda molto il "sistema" perpetuato da sempre nel "sistema Italia". Un Paese l'Italia, in cui il continuo tentativo di creare Socialismo reale si contrappone alla Società meritocratica. E' così dappertutto e da qualche anno è così anche nel mondo dei Dilettanti. Una vergogna tutta "politica" che foraggia alcune importanti Società e che se ne sbatte del lato umano ed educativo che ha portato ad una degenerazione, che solo chi ha le fette di prosciutto negli occhi non può vedere. Però ormai, le solite fette tagliate a macchina non bastano più, e coloro che vogliono continuare a non vedere, sono costretti ad usare le bistecche fiorentine. A forza di aumentare lo spessore di carne da mettere sopra gli occhi, prima o poi il peso diventerà insopportabile e quindi l'unica soluzione che avranno sarà quella di cavarsi l'un l'altro gli occhi stessi. Uno scenario che mi auguro arrivi presto, perchè non se ne può più e se continuano così, faranno molti più danni della crisi economica in atto. La meritocrazia nel calcio è cosa importante, determinate e assolutamente imprescendibile dal calcio stesso. Avviene così in serie A, o si impiegano giocatori per regola divina? Beh, la risposta è una non risposta perchè è troppo semplice. Ma se vale la meritrocrazia nei professionisti, perchè non deve valere nei dilettanti? Ma perchè il Dio euro si è impossessato anche del nostro calcio e serve per foraggiare il "sistema" che è bulimico di denaro. Un sistema che ormai è prossimo alla fine, perchè il flusso, che parte dagli sponsor e che arriva tramite le Società alla Federazione è un flusso che sta subendo, sempre per colpa della crisi economica, tante interruzioni. Purtroppo per noi, solo la catastrofe che si sta annunciando potrà rimettere le cose a posto. Questi signori che comandano il calcio, hanno di regola la "sansonite" e quindi " muoia Sansone con tutti i filistei" sarà quello a cui porteranno i dilettanti. Però se la pensano così, si sbagliano, perchè morti loro, non morirà il calcio, e tanto meno morirà il calcio dilettanti; quindi l'unica speranza è che la situazione crolli al più presto. Prima crolla e prima potremo ripartire facendo piazza pulita di queste assurde regole fatte di soldi, soldi e ancora soldi. E' brutto per uno che ama il calcio come lo ama il manso, doversi augurare cose così impietose, ma nonostante mi costi un casino, so che questa è forse l'unica soluzione che ci possiamo augurare. Però un però c'è. Un però che è anche una piccola speranza, perchè se è vero che Sansone è morto con tutti i filistei, è anche vero che è stato l'unico che ci è riuscito a farli morire, perchè a partire da Nerone per arrivare a Hitler, chiunque altro nella storia ci abbia provato ha miseramente fallito. I filistei del caso, sono sempre sopravvissuti ai dittatori del momento, e quindi questa è una speranza-verità che può darci-darvi la forza per resistere. Però la resistenza non basta, bisogna anche lottare perchè dobbiam tener ben presente che chi vive (solo) sperando, muore cagando.

bymanso

 

 

 

Print Friendly and PDF
  Scritto da manso il 20/03/2021
Tempo esecuzione pagina: 0,06312 secondi