Spedizione Punitiva: Otto Tesserati Squalificati per Tre Anni
I fatti risalgono ad Agosto 2024 e sono avvenuti dopo una amichevole tra l'altro non autorizzata. Davvero impensabile che nel calcio potessero entrare le baby Gang, ma se era cosa impensabile, è altrettanto vero che è inverosimibile che non potesse accadere e questo episodio non è isolato, poichè fatti simili son successi anche in altre regioni. La morale è che il CALCIO purtroppo non è quell'isola felice che tutti vogliono rappresentare. E no, anche il CALCIO anche se difeso in tutti i modi dalle Società e dai loro Dirigenti, prima o poi cade sulle orme della Società Civile. Uno schifo!

ByManso - Il mondo del calcio dilettantistico emiliano è stato scosso da un verdetto senza precedenti: otto giovani calciatori tesserati per diverse società sono stati squalificati per tre anni dal Tribunale Federale Territoriale (TFT) del CRER, in seguito alla loro partecipazione a una brutale "spedizione punitiva" ai danni di un loro coetaneo. La decisione, emessa il 30 settembre 2025, stabilisce una linea dura contro la violenza extra-sportiva, condannando tesserati e società per un atto di branco di inaudita gravità.
La Vendetta Dopo L'Amichevole Contro le Regole
I fatti risalgono alla notte tra il 31 agosto e il 1° settembre 2024, in un parco a Bagnara di Romagna (RA). La vittima, il giovane calciatore M. S., all'epoca tesserato per l'A. Placci Bubano Mordano, è stata aggredita da un gruppo di coetanei, molti dei quali militavano nella squadra avversaria.
Sebbene il TFT non riporti i dettagli del litigio, l'aggressione è ritenuta "avvenuta in diretta correlazione con una partita di calcio, per di più amichevole". Il deferimento, infatti, contestava ai presidenti delle società la mancata autorizzazione federale per una gara amichevole disputata il 31 agosto 2024 tra l'A. Placci Bubano Mordano e l'A.S.D. Frugesport—le stesse due società cui appartenevano aggressori e vittima.
La spedizione punitiva sarebbe dunque la conclusione violenta di dissidi nati, o acuiti, proprio in occasione di quell'incontro, scatenando la reazione di gruppo poche ore dopo il fischio finale.
La Dinamica dell'Aggressione e i Danni
L'azione è stata fulminea e brutale. Gli otto aggressori hanno agito isolando il giovane M. S. dagli amici con cui si trovava. Hanno poi permesso che alcuni di loro, con il volto coperto, lo inseguissero per colpirlo "ripetutamente con calci e pugni al volto", lasciandolo a terra. Il bilancio per la giovane vittima è stato drammatico: un trauma facciale e la frattura delle ossa nasali.
Il Tribunale Federale non ha avuto dubbi sulla gravità: si è trattato di un atto compiuto con "tempi e modalità inquietanti che dimostrano un totale dispregio dei valori fondanti" dello sport giovanile.
Le Condanne Senza Sconto
Gli otto calciatori coinvolti (tra cui Simone Covato, Alesjo Hoxha, Emiliano Volta, Yassine El Quazni e Aurelio Meta) sono stati tutti ritenuti responsabili allo stesso livello. Per ciascuno di loro, la condanna sportiva è stata la massima proposta dalla Procura Federale: tre anni di squalifica.
Le sanzioni hanno colpito anche la dirigenza e le società per responsabilità diretta e oggettiva:
- Dirigenti e Tecnici: I presidenti di Frugesport e Bubano Mordano, e un dirigente-allenatore, hanno patteggiato inibizioni da 2 a 4 mesi per violazioni procedurali relative all'amichevole non autorizzata o al tesseramento.
- Società: Le tre società coinvolte (A.S.D. Frugesport, A. Placci Bubano Mordano A.S.D. e Sporting Lugo PSA 1984 A.S.D.) hanno ricevuto ammende comprese tra € 500 e € 2.000.
Le Tesi Difensive Respinte
Di fronte alla gravità dei fatti, le difese legali dei calciatori hanno tentato di minimizzare il ruolo dei propri assistiti. Gli avvocati di due dei principali deferiti hanno sostenuto che la "spedizione punitiva" fosse una "semplice suggestione del tutto priva di fondamento probatorio", e hanno cercato di dimostrare che i loro assistiti non avessero partecipato all'aggressione fisica.
Tuttavia, il TFT ha stabilito che la responsabilità sportiva è di gruppo: è sufficiente che i calciatori abbiano avuto una "parte attiva nella commissione del fatto [...] che ne ha contribuito la realizzazione e comunque non l’hanno impedita né ne hanno attenuato le conseguenze".
Il Presidente dello Sporting Lugo PSA 1984, intervenuto, ha ammesso la gravità dell'episodio ma ha ribadito che la società "ben poco poteva fare" per evitare un atto commesso in piena notte, pur confermando l'avvenuto svincolo dell'atleta coinvolto.
Il verdetto è un chiaro monito: la giustizia sportiva non tollera atti di violenza organizzata. Ma come detto dal Presidente dello Sporting Lugo, è impossibile difendersi!
Scritto da manso il 02/10/2025

