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Caso Portanova, c'è la sentenza: un condannato per stupro può giocare

ByManso - E per ora non è che possa comunque essere diverso da quello che succede ad un normale lavoratore, com'è appunto un giocatore professionista. Fin che non va in galera (3 gradi di giudizio), non si può impedire a nessuno di lavorare, se siamo ancora in una democrazia. Se poi però la FIGC interviene con una apposita norma, allora la questione cambia, perché non bisogna dimenticare che la FIGC è una Associazione e quindi può decidere cosa e come fare su questioni così delicate. Certo è che se non fosse una associazione che può determinare le proprie regole, gli sarebbe difficile andare a discriminare un condannato in primo grado (ma anche definitivo) senza calpestare la Costituzione. C'e e comunque rimane la questione di opportunità a cui molti si son appellati nei confronti della Reggiana.

Estratto dell'articolo del Fatto Quotidiano

Uno stupro non fermerà l’esultanza sotto la curva. Quella di Manolo Portanova, ex calciatore del Genoa ora in prestito alla Reggianacondannato in primo grado a sei anni per violenza sessuale di gruppo, tranquillamente in campo e addirittura in gol sabato scorso nel match contro la Cremonese. Tutto regolare: la Figc non vuole processarlo, perché non può. La Corte federale d’appello ha appena ribadito che nel calcio italiano non esiste una norma che punisca a livello sportivo un reato così grave. Anche perché la Federazione non l’ha mai adottata.

Da mesi va avanti un tira e molla istituzionale sul caso Portanova. Dopo la sentenza del dicembre 2022, la Procura generale dello Sport (cioè il Coni) aveva immediatamente chiesto alla Federcalcio di valutare le ricadute sportive della nota vicenda di cronaca che ha coinvolto il calciatore.

La Procura generale dello Sport aveva deciso di avocare il procedimento, costringendo di fatto la Federazione a celebrare il processo. Niente da fare: ad agosto il tribunale federale ha proclamato il suo difetto di giurisdizione, e ora, di fronte all’ennesima impugnazione della Procura del Coni che non si è rassegna, è arrivata anche l’ultima parola in appello. La sentenza è chiara: Portanova, condannato dalla giustizia ordinaria, non è colpevole di fronte alla giustizia sportiva.

La Procura del Coni ha provato a trovare una norma che facesse al caso, ma il contratto collettivo dei calciatori riguarda solo il rapporto di lavoro. E il decreto legislativo 2021, che impegna le Federazioni a redigere un codice anti-molestie e poteva venire in soccorso, non è mai stato attuato dalla Figc. La conclusione è abbastanza amara, e surreale: “Resta confermato che, allo stato, l’ordinamento endo-federale non conosce una norma sanzionatrice di condotte pur assolutamente riprovevoli come quella ascritta al reclamato”. “Occorre al tempo stesso – proseguono i giudici – sollecitare fortemente il legislatore sia endo che eso-federale ad adottare con estrema urgenza, in relazione all’ambito proprio di attività, le iniziative necessarie a porre rimedio a quella che ormai appare una non più tollerabile aporia del sistema

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  Scritto da manso il 23/09/2023
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