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DUE CHIACCHERE A TUTTO TONDO CON MISTER BENECCHI DEL PARMA U.18

Con il Mister in seconda della Under 18 del Parma abbiamo parlato della sua esperienza nella squadra della sua città, del suo Lentigione, delle giovanili dei Dilettanti e di tanto altro.

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Ritroviamo Simone Benecchi dopo l’esperienza come vice al Parma Calcio Under 18 e alla ricevuta riconferma per l’imminente prossima stagione.

Piacere di risentirti Simone: come è andata questa stagione trascorsa al Parma Calcio e tua prima tra i professionisti?

Il piacere è mio, è sempre un grandissimo onore per me risentirti Davide e parlare con tutti voi di Emiliagol.
Devo ammettere che la mia prima stagione fra i professionisti è stata davvero intensa, c’è stata qualche difficoltà dovuta alle problematiche legate al COVID-19 ma allo stesso tempo ho vissuto una stagione altamente formativa e sotto tutti gli aspetti devo dire bellissima. Dal 10 agosto al 20 giugno scorsi non ci siamo praticamente mai fermati, grazie soprattutto all’efficienza della società Parma Calcio nel farci screening settimanale. Tutto ciò, infatti, ci ha permesso di portare a termine un intero campionato. Ho inoltre avuto la vera fortuna di conoscere e confrontarmi quotidianamente con tantissimi professionisti, figure altamente qualificate e belle persone, dalle quali poter imparare cose nuove ogni giorno. È stato davvero bello il clima di condivisione che si è creato fra i vari staff.

Ripensando ai tuoi trascorsi da dilettante e agli ambienti in cui passavi le tue giornate; qual’è stata la realtà o il centro sportivo che più ti ha impressionato o stupito?

Ho avuto la fortuna di aver incontrato quasi tutti i top club italiani quest’anno in campionato; su tutti Atalanta,Inter e Milan, ma se devo scegliere, indubbiamente il centro sportivo che mi ha colpito di più è stato quello della Roma a Trigoria; la città eterna e il contesto lo rendono affascinante.

Il campionato Under 18 professionisti serie A e B come ti è sembrato, qual’è stata la squadra avversaria che ti ha impressionato di più e qual’è stato il giocatore avversario più talentuoso che hai visto? La partita più bella che avete giocato?

Mi è sembrato un campionato di altissimo livello, con la partecipazione di tutti i top club italiani, il bello di questa stagione è stato che ogni squadra poteva battersi l’un l’altra. Ne è uscito così un campionato equilibratissimo, culminato con la vittoria dello scudetto da parte del Genoa in finale contro la Roma. La squadra che mi ha maggiormente impressionato per organizzazione e gioco è stata la Roma e proprio contro di loro al ritorno a Trigoria mi rimane nella memoria il ricordo della partita più bella che ho vissuto; aldilà della vittoria 1-2; abbiamo fatto una prestazione eccezionale sotto tutti gli aspetti. Anche l’ultima partita di campionato contro il Torino a Collecchiello è stata dal punto di vista emotivo molto importante per me, aldilà della partita conclusiva, aver avuto presenti in tribuna i miei amici di una vita, mi ha fatto veramente piacere. Di giocatori talentuosi ne ho visti veramente tanti; ma se devo essere sincero, non preferisco nessuno ai nostri ragazzi.

La vostra e tua stagione passata come la commenti?

Ti dirò che per me è stata una stagione positivissima con questa Under 18. Ho avuto il vero onore di fare da secondo a mister Claudio Gabetta e sopratutto ho avuto la fortuna di poter imparare tanto da uno come lui; in campo e fuori, nella gestione del gruppo e nel saper risolvere le quotidiane problematiche; è un allenatore top level e un uomo eccezionale, sono veramente grato alla società Parma Calcio e al direttore Piazzi per avermi fatto fare questa esperienza con lui e di aver avuto la possibilità di collaborare durante la stagione nelle varie attività mattutine e pomeridiane con uno staff allargato di professionisti seri e preparati come i mister Dall’Anese, Piscina, Zirafa e Mirri, i prof Platone e Altilia con il responsabile Gualtieri, i preparatori dei portieri De Bernardin e Buscemi, i match analyst Godi e Salvo, il team manager Garimberti e il segretario Manzani. Non sono parole di convenienza, ma grazie tutti loro ho veramente arricchito il mio bagaglio personale. Ho inoltre avuto la fortuna di aver potuto seguire e allenare quotidianamente un gruppo di ragazzi eccezionali: ad ogni allenamento hanno sempre spinto tantissimo cercando costantemente di imparare e migliorarsi. In campionato abbiamo fatto prestazione contro tutte le squadre e in tutte le giornate di campionato, e questo è stato motivo di orgoglio da parte di tutto lo staff. Secondo me abbiamo raccolto meno punti di quelli che avremmo in realtà meritato. Se poi penso che in casa nostra abbiamo battuto i campioni d’Italia del Genoa 6-1, questo mi rende ancora più orgoglioso del lavoro svolto dai ragazzi in primis e dallo staff poi, non è un caso infatti se molti di loro sono stati durante la stagione aggregati in Primavera o addirittura in prima squadra.

Tu sei da sempre tifoso del Parma e un parmigiano doc, come è stato per far parte del club?

Indubbiamente è stato molto bello, ma non mi sono mai fatto prendere dalle emozioni se devo essere sincero; sono una persona molto razionale e quando si tratta di lavorare penso poco appunto alle emozioni e sono molto concentrato sul da farsi. Se peró ci penso a mente fredda e fuori dal contesto lavoro: avevo appena 4 anni quando mio nonno Brenno mi portò al Tardini la prima volta; lui non si è mai perso una partita o un allenamento e mi portava sempre con lui; avrebbe dato tutto per il Parma Calcio, ti dirò che il mio pensiero va spesso a lui lassù quando vedo e indosso quello scudetto. Da quel momento a 4 anni di partite del Parma ne ho perse veramente poche, ho visto vincere tante coppe, ho visto da spettatore allo stadio esordire Buffon in serie A e sempre dal vivo le gesta di tanti campioni come Taffarel, Melli, Zola, Cannavaro, Stoichkov, Crespo, Mutu, Adriano, Morfeo e tantissimi altri; conosco praticamente tutto del Parma Calcio.

Guardando il tuo profilo Facebook non abbiamo potuto fare a meno di notare il tuo post su Marco Rossi CT dell’Ungheria, grande protagonista degli ultimi Europei appena terminati; ci racconti come lo conosci?

Mister Rossi lo conosco dal lontano 2003, da quando ha avuto purtroppo per lui la sfortuna di allenarmi nella Beretti del Lumezzane alla sua prima esperienza da allenatore (ride). Da quel momento siamo sempre rimasti in contatto e poi diventati amici; diverse volte sono andato a trovarlo a Budapest per seguire i suoi allenamenti e vedere le sue partite. È una persona unica, sono tantissimi anni che ai miei amici più stretti dico di seguirlo perché è un grande allenatore; e sono contento di non essermi mai sbagliato sul suo conto sin dai suoi inizi. Ora finalmente tutti si stanno accorgendo di lui; sta raccogliendo tutto ciò che ha seminato negli anni e io che lo conosco e l’ho seguito con passione, posso dirvi che più volte ha compiuto dei veri e propri miracoli sportivi. Meritano lui in primis e la sua stupenda famiglia ora tutta la fama che sta avendo sui social e sui media per le grandi capacità tecniche e umane che ha.

Tornando a parlare di dilettanti cosa pensi del campionato del tuo ex Lentigione in serie D girone D e della mini-eccellenza da poco concluse?

Il Lentigione ha disputato un campionato eccezionale e fino alla fine hanno lottato per la vittoria del campionato; credo che nei prossimi anni raggiungeranno il sogno chiamato serie C. Lo meritano perché sono una società modello nel nostro territorio; ho lasciato il cuore da loro e gli auguro il meglio, aldilà nella stima al presidente Amadei; il direttore Biagini e il team manager Balia e il prof Araldi sono amici e gli auguro davvero di raggiungere questo traguardo magari già dal prossimo anno. Per quanto riguarda l’eccellenza appena terminata, sicuramente la vittoria del Borgo San Donnino è stata una sorpresa; sarà molto bello rivedere una parmense in serie D. Auguro anche a mister Notari, neo allenatore della Piccardo e Savorè il prossimo anno di vincere il campionato di eccellenza e tornare in serie D.

Nei campionati minori dilettantistici e giovanili non si è più giocato causa COVID-19, tante società potrebbero chiudere le attività e tanti ragazzi potrebbero smettere di giocare, come vedi la situazione, ci saranno ripercussioni nel futuro?


Sicuramente non dimentico da dove vengo, conosco benissimo le difficoltà e le dinamiche che le società di paese vivono quotidianamente. Il COVID-19 ha penalizzato un movimento intero ed è stato devastante per tanti addetti ai lavori e ragazzi che amano il calcio, sicuramente ci saranno ripercussioni negative nel futuro prossimo. L’inattività ha creato problematiche che prima non esistevano, soprattutto per i più giovani. In futuro bisognerà ancora di più pensare all’attività di base, al calcio dilettantistico e giovanile provinciale con maggiore riguardo. Ma credo che il nuovo presidente FIGC Regionale Alberici stia lavorando sotto questa ottica, venendo anche lui dal “basso” come me conosce tutte le dinamiche con precisione.

Chiudendo: giocavamo contro con te allenatore-giocatore le nostre sfide in terza categoria quando eri a Sala Baganza e non le dimentico, hai ancora ricordi positivi di quel periodo, senti ancora i tuoi vecchi compagni, giocatori o dirigenti?

Come ho detto prima non dimentico certo da dove arrivo e ricordo tutto quanto con grandissimo piacere; credo di ricordare ogni partita con precisione, anche qualche gol che mi hai segnato contro! Sento ancora tutti quanti perché tanti sono amici veri che resteranno sempre, con i miei vecchi collaboratori e amici più stretti Mantovani e Feroleto mi confronto ancora adesso. Per quanto riguarda Sala Baganza che ho definito la mia seconda casa, sono davvero felice che ci sia stata la fusione fra le due società, era un mio desiderio prima di andarmene al Lentigione; soprattutto per il futuro dei più piccoli e del settore giovanile. Sono stato meno felice però per come non sono rientrati nel nuovo progetto alcuni ragazzi e i miei vecchi compagni di tante “battaglie”; e questo non l’ho nascosto di esternarlo ai miei vecchi dirigenti. Formando solo la prima categoria e non facendo anche la terza hanno liberato tanti ragazzi che giocavano solo per passione e soprattutto che negli anni hanno aiutato tanto a fare crescere la società e il movimento Sala Baganza. Questo mi ha lasciato l’amaro in bocca, perché chi è arrivato si è scordato che questi ragazzi hanno mandato avanti la vecchia società con tanto volontariato e impegno, dai turni al bar per i tornei alle pulizie degli spogliatoi; qui qualcuno ha avuto la memoria corta e mi ha fatto male per i ragazzi.

Grazie mille Simone per la bella chiaccherata, un grande in bocca al lupo per la nuova stagione che sta per iniziare!

Prima di tutto volevo ringraziare Gabriele Majo il Responsabile Ufficio Stampa & Comunicazione del Settore Giovanile e delle Squadre Femminili del Parma Calcio 1913 per l’assistenza all’intervista e grazie a voi, come ho ripetuto è sempre un grandissimo piacere. Continuate così, vi leggo sempre con piacere; e speriamo di risentirci presto, magari, per commentare tutti i campionati, il che vorrà dire che tutto sarà tornato alla normalità.

Ciao ve, e grazie è sempre piacere chiaccherare di calcio con te....

 

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  Scritto da manso il 24/07/2021
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