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BYMANSO - LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DEL PARMA KYLE KRAUSE

Caro Presidente Krause, la Parmigianità non è uno slogan; i tuoi stanno tradendo la nostra storia e la nostra identità parmigiana.
 
Il nuovo staff, dopo 5 anni dal Suo insediamento ci chiede "Chi siete?", Bhe, scusa chera, ma chi sit ti !?!
 
 
 
Caro Presidente Kyle Krause,
Le scrivo questa lettera aperta proprio perché credo nella Sua buona fede quando parla di Family, Community e lotta alle discriminazioni. Ma ho il dovere di informariLa che, tra le Sue nobili intenzioni e la realtà operativa di chi gestisce la comunicazione del Parma Calcio oggi, si è creato un abisso. Un abisso fatto di ignoranza della storia locale e arroganza da parte dei Suoi collaboratori, che stanno tradendo nei fatti quei valori che Lei predica e che loro riducono a semplici a parole.
La Sua nuova Responsabile della Comunicazione, arrivata dalla Juventus Women e presentatasi a me come "una persona che ama la precisione", ha esordito chiedendo a noi di Emiliagol.it e Calcioducale.it (testate storiche, partner del CRER e voce di 6/7.000 lettori locali giornalieri): "Chi siete?". Una domanda che Lei, Presidente, penso non avrebbe mai fatto; e oltre a dirle che di solito ci si informa all’interno dell’ azienda su chi è questo o quello, visti i ben 10 anni di presenza ininterrotta del nostro collaboratore Giuliano Bottoli in tribuna Stampa, Le spiego anche perché è una domanda grave anche dal punto di vista aziendale: i nostri lettori (il mondo dei dilettanti) e gli allenatori che seguiamo, non sono solo "utenti" del web. Sono, per la stragrande maggioranza, i Suoi Clienti. Sono le persone che comprano l'abbonamento, che acquistano le maglie per loro o per i figli e che vengono allo stadio appena ne hanno l’ opportunità. Trattare con sufficienza o addirittura con irrilevanza l'informazione, significa mancare di rispetto al cuore pulsante della Sua clientela e della città tutta!, quindi è proprio sicuro, Presidente, che costoro stiano facendo i suoi interessi??? A mi am bala un oc!
Il Caso Parma-Milan: Non un errore, ma una presa in giro - Per la partita col Milan, dopo aver spiegato con educazione e non le nascondo, con una certa irritazione, il nostro ruolo, ricevo una mail ufficiale dal club: "Gentilissime/i, la richiesta d'accredito è stata accettata". Faccio i miei 85 chilometri tra andata e ritorno da Vianino, arrivo allo stadio e scopro che l'accredito c'è solo per il mio collaboratore. Per me no. Mi viene detto, in sostanza, che non c'è posto e quindi prendo la strada di casa con il sorriso stampato più sul cervello che sul volto. E poi però, scatta la farsa gestionale. Mentre sono in viaggio, ricevo un messaggio dalla Sua "precisa" Direttrice: "Se è qui posso darle un accredito last minute". Caro Presidente, qualcuno Le deve spiegare come stanno lavorando i Suoi uffici: se il posto per un "last minute" c'era quando ormai ero stato mandato via, significava che il posto c'era anche prima. Farmi fare i chilometri a vuoto per poi dirmi via SMS "ah, il posto c'è", è una mancanza di rispetto che nessun "I love precision" può giustificare. Ovviamente non sono tornato indietro. E non l'ho fatto per una questione di principio: sentirsi presi in giro in questo modo è inaccettabile e io non elemosino un posto al Tardini se prima mi viene chiusa la porta in faccia con motivazioni che non reggono gli errori commessi e dimostrati inconfutabilmente da Mail e contro mail.
Il Paradosso del "Giornalista Preferito" (e i Valori traditi) - Ma il punto più basso, quello che offende i Suoi valori e anche i nostri, è un altro. Mentre a noi, che raccontiamo e seguiamo il Parma da 60 anni, il Suo staff riservava questo trattamento, la Sua responsabile definiva pubblicamente come il suo "giornalista preferito" un “ragazzo” che qui a Parma il nostro mondo conosce benissimo. Presidente, Lei deve sapere chi è questo "preferito" a cui i Suoi dipendenti ignorantemente spalancano la Tribuna Stampa: è lo stesso individuo che il sottoscritto ha dovuto denunciare per un'aggressione fisica avvenuta pubblicamente in tribuna a Salsomaggiore, davanti a decine di testimoni. E Le dirò di più: quando mi ha aggredito (spintoni, occhiali rotti e attrezzatura gettata tra le ragnatele), io avevo 65 anni ed ero alla mia prima uscita pubblica dopo aver subito il secondo infarto. Era una circostanza nota a tutti e quindi anche a lui, che segue i dilettanti ne più ne meno di come fa Emiliagol. Eppure, non si è fatto scrupoli ad aggredire fisicamente, davanti alla tribuna affollata, una persona appena uscita da una situazione di vita o di morte. La domanda è quindi semplice: Il Parma Calcio "Woke" e inclusivo che Lei vuole, sceglie davvero come interlocutore privilegiato chi usa le mani in tribuna contro un 65enne cardiopatico (LINK) e che in un altro frangente aggredisce in un Torneo Giovanile un Mister avversario (LINK)? O forse sono i Suoi collaboratori che stanno sbagliando tutto, chiudendo la porta a chi fa informazione corretta per aprirla a chi usa la violenza? E poi, non è che la solerte e precisa Responsabile dell’Ufficio Stampa, invece che ai suoi collaboratori ha chiesto notizie su di noi “al suo Giornalista Preferito”? No perché, se è così, allora si spiega l’ostracismo che poi ne è scaturito nei nostri confronti. Mica gli stiamo simpatici a lui… rido! Un ostracismo questo, che è arrivato al culmine proprio in questi giorni, poiché per avere l'accredito per Giuliano Bottoli per Parma - Udinese, ci son stati richiesti "documenti" che il suo Staff ben sa (Direttrice avvertita telefonicamente da me), che per scelta aziendale non possediamo. Non serviva per Parma Milan? Ma chi vogliono prendere in giro? Bhe, la risposta è come il parmigiano sugli anolini.. NOI!
La "Precisione" che lascia i buchi (e scontenta i clienti) - Si parla di precisione, ma i Suoi uffici lasciano buchi in Tribuna Stampa tagliando fuori, o quasi, testate storiche come StadioTardini.it (lasciando a casa tra altri giornalisti, anche alcuni collaboratori dell'ex addetto stampa del Parma Gabriele Majo) e persino mettendo in difficoltà Radio Parma (titolare dei diritti!), che ha trovato la sua postazione occupata. Si parla di apertura, ma si censura Mister Cuesta alla festa dell'Associazione Allenatori, vietando riprese e virgolettati. E anche qui, Presidente, un autogol economico/mediatico: quei 150 allenatori assenti a cui è stato impedito di ascoltare il Mister sono tifosi e magari anche abbonati. Censurare l'evento significa allontanare la propria gente. È questo il modo di costruire la Community che Lei sogna?

La questione "Il Noce" di Noceto - Per farle capire chi siamo, voglio aggiungere una nota sul centro sportivo "Il Noce" di Noceto, che il Parma sta per prendere in gestione. Il Sindaco e l’ Amministrazione Comunale nel bando, hanno giustamente tutelato il nostro storico "Torneo Juniores Emiliagol” inserendo la clausola che il Parma deve dare spazio appunto al Torneo Emiliagol. Perché? Perché è sotto gli occhi tutti che noi facciamo "territorio" e inclusione vera, mentre il Parma attuale, inteso come struttura operativa, sembra voler schernire chi lavora per la comunità locale e soprattutto per i giovani calciatori del territorio. E si, per il Sindaco di Noceto Fabio Fecci noi siamo una risorsa e un fiore all’ occhiello per il suo territorio e per il territorio della provincia, mentre per i suoi “collaboratori”, noi siamo il male assoluto!
Caro Presidente Krause, la "Parmigianità" non si impara lavorando alla Juventus o arrivando con la presunzione di insegnare il mestiere a chi c'era quando il club portava i libri in tribunale. Noi dopo dieci anni di onoratissimo servizio, non elemosiniamo un pass. A Vianino, che per la cronaca, è il paesino dove storicamente ha origine il Prosciutto di Parma (ecco un’altra cosa da imparare sul territorio), si vive benissimo anche senza la tribuna del Tardini. Quassù la fibra arriva forte e chiara e DAZN si vede benissimo, quindi non ho bisogno del vostro seggiolino per vedere la partita e per fare il mio settimanale commento, tant’è che in cinque anni sarò sceso al Tardini al massimo una decina di volte; e se mando regolarmete il fido Giuliano Bottoli, che in dieci anni è stato sempre un esempio di signorilità e di rispetto, è per lavorare alle sue pagelle!
Morale della storia: voglio avere la presunzione che, oltre alla parmigianità, anche Lei sia stato abbondantemente tradito dai suoi uomini. O sbaglio?
Con l'orgoglio di sempre, Giorgio "Manso" Mansanti Direttore di Emiliagol.it e Calcioducale.it
 
 
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  Scritto da manso il 26/11/2025
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