Compiano-Mercury 2-1: Partita o guerra? Poca partita e tanta guerra
Il Compiano finisce in sette contro undici e mestamente dopo una infinità d’anni retrocede in Terza Categoria. Peggiore in campo l’arbitro, seguito a ruota da Mister Galimberti che ha sbagliato di più di quello che era immaginabile.
Mai vista una partita così. Magari rischio di ripetermi; magari non è vero; magari ho delle amnesie dovute alla botta presa in testa ieri. Fatto sta che credo sia giusto partire dalla fine o giù di lì. Mancano 7-8 minuti ai tre fischi, che con il 2-0 acquisito sancirebbero la salvezza del Compiano che sta giocando in 9 contro 11, quando il pugno di Besagni si infrange sulla bocca di un giocatore del Mercury a palla già in fallo laterale o quasi. E così provoca l’espulsione dello stesso Besagni e una punizione dal limite che darà il goal salvezza agli ospiti. Questo basterebbe per descrivere la partita, ma siccome mi piace complicarmi la vita, voglio analizzare il perché e il per come, di un incontro che se non ci fossero le immagini potrebbe figurare come la partita dei sogni. Detto della fine, l’inizio non è certamente dei migliori poiché Capitan Emanuelli (il giocatore più espulso del campionato) si presenta con un fallaccio che in sky definiscono da arancione. Era solo il quinto minuto e l’arbitro gli da un piùche meritato giallo. Nei susseguenti 20 minuti di falli da ammonizione ne ha fatti almeno altri due, ma l’arbitro non ha avuto il coraggio di mandarlo fuori. Coraggio che è mancato anche a mister Galimberti, che ad ogni fallo del suo capitano /sigh) si girava dall’altra parte come se lui non avesse nulla da fare o da dire. Nemmeno i consigli (eufemismo) lanciati ad alta voce dai giocatori del Compiano nel richiederne la sostituzione sono serviti a qualche cosa; e tutti, ma proprio tutti si aspettava solo il momento del fatidico doppio giallo. Intanto che si aspetta questo evento, la partita si gioca e il Mercury si crea e sbaglia 3 belle occasioni contro una dei padroni di casa. Poi arriva, sempre nel primo tempo, il rigore del vantaggio. Rigore che a me sembrava quanto meno concesso con una bella manica larga; ma non avendo precisi riferimenti, non posso dire se c’era o se non c’era. Rigore è quando arbitro fischia quindi ci dobbiamo fidare. Batte Valentini e porta i suoi ad un gol dalla salvezza (l'andata era terminata 4-2 per gli ospiti). Il Mercury squadra molto giovane, che fino a quel momento, aveva dettato i ritmi e aveva espresso anche un discreto calcio, sparisce come era prevedibile (almeno per me) dal campo e offre il fianco al gioco semi-palleggiato del Compiano che chiude i primi 45 minuti 1-0. pronti via e il Capitano dei padroni di casa, unico giocatore residente nel Comune di Compiano, che con 44 primavere sulle spalle dovrebbe dare esperienza e tranquillità ai suoi, si fa espellere rimediando una ammonizione che più sacrosanta non si può. In piena area avversaria la stoppa con la mano e poi la scaraventa in rete. Quella stoppata e poi scaraventata in rete era la palla, non la testa di un avversario,ma come anche i bambini sanno, così non si può fare e se lo fai ti devi aspettare solo che l’ammonizione. Beh, da come vedrete nelle immagini pare proprio che Emanuelli non lo sapesse, perché il suo “cosa ho fatto?” è chiaro chiaro. Uno a zero, ma in dieci contro undici poteva sembrare l’inizio della fine, se non che ci pensa l’arbitro a regalare un rigore impressionante al Compiano. La dinamica di quello che l’arbitro ha considerato fallo da rigore è stata tanto chiara che ancora adesso non mi capacito come abbia potuto assegnarlo. Era vicino lui, era vicinissimo il suo assistente e hanno fischiato! Ecco, rigore è quando arbitro fischia! Ma scusate se mi permetto: “ sarà anche rigore perché arbitro fischia, ma a mi l’am pera pu’ na tota pral cul!”. Batte ancora Valentini e siamo due a zero, sempre dieci contro undici. A questo punto il Mercury perso per perso si ributta in avanti con un precisissimo gioco di confusione che secondo la mia modesta esperienza e quindi secondo il mio pensiero non poteva che portare alla Terza Categoria. Però nel calcio c’è sempre da imparare e ieri ne ho imparata un’altra. Il risultato dice che sei salvo, sei in inferiorità numerica, hai dovuto fare un paio di cambi obbligati per sopperire ad infortuni, hai una difesa rabberciata ed anche sofferente (ginocchio di Besagni) e permetti ad un giovane esterno basso di avventurarsi in attacco? Beh, io gli avrei tagliato la gamba e l’ avrei messa sotto concia per mangiarla alla grigliata salvezza. Invece, niente, questo parte palla al piede, la perde e quindi insegue l’avversario che glie l’aveva soffiata e cerca di fermarlo con una improbabile scivolata fatta per giunta giù di mano, o se preferite giù di piede. Secondo giallo ed espulsione meritata e insindacabile. Espulsione è quando arbitro da rosso e se non c’è discussione è anche meglio. Scusate ma mi diverto. Nove contro undici, e sempre con la salvezza in tasca. Mancano non più di dieci minuti e giustamente mister Galimberti si gioca l’ultima sostituzione perché deve coprire il buco che si è creato a destra. Con in campo Valentini, Turto e Caputo, l’idea che definirei meravigliosa è quella di togliere Caputo. Giuro, non volevo crederci e credo che se voi foste stati al campo l’avreste pensata esattamente come me. ma anche stando seduti a casa, non potete darmi torto. “Si va fuori quando mister decide” e perciò Caputo è stato messo kaput da chi doveva, secondo la mia modesta (rido) opinione, far in modo di esaltarne le caratteristiche di corsa e sacrificio! Magari non cambiava nulla, perché il gesto che ha deciso la partita è stato quel pugno con cui abbiamo iniziato questa anomala cronaca di calcio poco giocato e molto “offeso”; ma il calcio non offre controprova, quindi ogni teoria può sembrare quella giusta se confrontata a quella con cui hai perso la categoria. “ Retrocessione è, quando squadra è grama, ma anche quando Mister le sbaglia tutte” Purtroppo è questo che penso e visto che amo prendere posizione lo faccio con la certezza di potermi anche sbagliare, ma con la consapevolezza che il calcio e soprattutto la tattica sono altra cosa da quello che mi è stato propinato ieri. Giocare con Caputo esterno che si deve fare anche una parte di fase difensiva vuol dire farlo arrivare in zona goal con il fiato corto e il passo lungo. Ad un giocatore così devi fargli fare, in questa derelitta seconda, almeno 20 goal. E se non ci riesci, chiediti perché stai fallendo. Giocare con un centrocampista di grande tecnica come Emanuelli che però ha un passo da 45 enne, vuol dire esporlo a quelle fatiche che sono almeno 3 anni che dimostra di non poter più sopportare e che lo portano a non aver abbastanza cervello per gestire la sua partita e quella dei suoi compagni. Emanuelli può, o poteva, giocare la davanti. O ci stai o non giochi. Punto. Alla prima ammonizione ti tolgo. Non ti va? Saluti ed arrivederci. Tra Valentini e Turto bisognava fare una scelta, e io non avrei avuto dubbi per optare sul primo perché anche ieri si è ben visto chi può ancora giocare e chi no. Mi dispiace Mister, ma lei ha grandi responsabilità in questa retrocessione. Non gestire la squadra e di conseguenza lo spogliatoio e soprattuttoil campo (disciplina), in questi campionati è una colpa che non può passare sotto silenzio, e io che voglio molto bene al Compiano penso da tifoso di aver individuato in lei il principale colpevole. Capirne o non capirne è dimostrato che conta anche poco; più importante è avere culo, questo è vero; ma non avere regole d’ingaggio nei confronti dei giocatori e non sapersi far rispettare è una colpa che ogni capo branco pagherebbe con l’allontanamento dal branco stesso. Questo è nella natura delle cose e antropologicamente è anche nella natura umana. Il calcio non esula da questo esercizio e l’esperienza dei risultati ottenuti è testimonianza scritta che non può e non deve essere messa in discussione. Poi ci son gli incidenti di percorso, questo è vero, ma è altrettanto vero che con tre-quattro incidenti di percorso filati, si dovrebbe restituire la patente senza che nessuno te la debba venire a chiedere. A buon intenditor poche parole. L’arbitro non è stato all’altezza, ne nella gestione della partita, ne nella gestione degli episodi. Ha sbagliato a non mandare per spogliatoi Emanuelli già nel primo tempo; ha sbagliato in alcune ammonizioni; ha sbagliato in occasione del secondo rigore e soprattutto, cosa che molti hanno ignorato ha sbagliato nel concedere la punizione sul gol del Mercury. Il pugno è stato dato dentro l’area (vedi filmato) e quindi era rigore. Un errore tanto strano che mi ha lasciato perplesso quanto la concessione del secondo rigore al Compiano. Il fatto che a fine partita ci sia stata una semi aggressione nei suoi confronti dei giocatori di casa, mi ha lasciato di sasso, perché un po’ di obbiettività ci vuole anche in questi casi. Se qualcuno doveva lamentarsi era il Mercury, questo è poco ma sicuro.
Ps: Forse non dovevo scrivere questo pezzo, perché un tifoso, di fronte ad una retrocessione dovrebbe astenersi dal dare giudizi sotto forma di articoli, ma la rabbia è figlia del tifo e questo pseudo-articolesso non può prescindere dalla rabbia di un tifoso arrabbiato.
Ps 2: voglio spendere due parole per Besagni: Il fatto è inconfutabile, e ingiustificabile, ma per me è come se non fosse successo, perché reputo il giocatore una persona da rispettare. In tanti anni in cui ha calcato i campi della provincia e della regione ha sempre dimostrato nella sua durezza una grande sportività. Un embolo può partire a tutti, e anche se non giustificabile, va comunque perdonato. E’ successo anche a me una volta e quindi mi sono immedesimato nella cosa. Mi sbaglierò, ma credo che Besagni saprà farsi perdonare, perchè oltre che del calciatore ho pieno rispetto anche della persona.
Il video della partita
Il video del pugno visto in ogni angolazione
Scritto da manso il 19/05/2014












