Un Tappeto Scollato: Sicurezza a Rischio
Oltre al danno sportivo (la sconfitta per 1-0 maturata nella ripresa), la beffa di aver dovuto giocare una partita di un'importanza capitale su un terreno di gioco che definire "indegno" è fargli un complimento. La trasferta romana del Fiorenzuola nell'andata del primo turno degli spareggi nazionali di Eccellenza si è trasformata in una mezza farsa a causa delle condizioni disastrose del campo sintetico di via di Centocelle, casa del Certosa.
Come testimonia inequivocabilmente il filmato in possesso della nostra redazione, il manto in erba artificiale presentava squarci impressionanti. Nelle immagini si vede chiaramente una persona sollevare a mani nude un lembo di campo lungo decine di centimetri, completamente scollato dal fondo. Un dettaglio non da poco, visto che i regolamenti parlano chiaro: il manto sintetico deve essere saldamente ancorato in tutti i suoi punti, le righe devono essere facilmente visibili e, regola prima di ogni sport, deve essere garantita l'assoluta incolumità dei calciatori. In quelle condizioni, scendere in campo era una vera e propria roulette russa per le articolazioni dei ragazzi.
Il Retroscena Arbitrale e le Tappe del Ricorso
Davanti a uno scenario del genere, la logica vorrebbe che la partita non si disputasse. E infatti emerge un retroscena clamoroso: stando a fonti certe, il quarto uomo designato per l'incontro era fermamente contrario alla disputa del match. Di parere opposto l'arbitro centrale, che si è assunto la pesante responsabilità di far fischiare l'inizio.
Ma il Fiorenzuola aveva già fiutato l'aria e si è mosso con precisione chirurgica, seguendo alla lettera l'iter burocratico:
- Prima della gara: Presentazione ufficiale di riserva scritta all'arbitro per le condizioni del terreno di gioco.
- Ieri sera: Inoltro immediato del preannuncio di reclamo.
- Questa mattina (entro le 11:00): Deposito ufficiale del ricorso presso gli uffici competenti della LND.
La ciliegina sulla torta? Il Certosa aveva tempo fino alle ore 13:00 di oggi per presentare le proprie controdeduzioni, ma da Roma non si sono mossi. Un silenzio che, in queste aule, fa pià rumore di un'ammissione di colpa.