MA DA BO !?! JUNIORES, PADRE ENTRA IN CAMPO CON UNA MOTOSEGA
Questo quanto successo a Viterbo, ma quello che è successo a Correggio tra Virtus Correggio e Fogliano in una partita di giovanili, è meno folcloristico di una motosega, ma sicuramente più grave visto che da quel che si sa, una ventina di ragazzi son entrati in campo per picchiare i giocatori della squadra avversaria. Se le baby gang entrano anche nel calcio, bhe direi che è l'inizio della fine... ma d' altronde se si sono conquistati tanto spazio nella società civile e quindi nei quartieri delle città, come non prevedere che l'indifeso calcio sia la prossima vittima?

Viterbo, 16 settembre 2025 — Un episodio di violenza fuori dal comune ha scosso il mondo del calcio giovanile viterbese. Un uomo di 45 anni, padre di un giovane calciatore, è stato colpito da un provvedimento di Daspo dopo aver brandito una motosega per minacciare i tifosi avversari durante una partita della categoria Juniores Under 19.
L'incidente è avvenuto lo scorso 15 marzo, al campo sportivo di Canino, durante l'incontro tra l'Asd Pro Alba Canino e l'Asd Maremmana 1934. Le tensioni, nate da una lite tra i giocatori in campo, sono presto degenerate e si sono estese anche al pubblico sugli spalti.
In un gesto di follia, il genitore in questione, che secondo alcune fonti sarebbe di professione potatore, si è allontanato dagli spalti, ha raggiunto la sua auto e ha preso l'attrezzo, una motosega, per poi tornare in tribuna e brandirla in segno di minaccia verso i sostenitori della squadra avversaria.
Fortunatamente l'attrezzo non era acceso e nessuno è rimasto ferito. L'intervento tempestivo di una pattuglia dei carabinieri, giunta rapidamente sul posto, ha permesso di riportare la calma e di disarmare l'uomo.
Le successive indagini, condotte dalla D.I.G.O.S. della Questura di Viterbo, hanno portato all'emissione di un Daspo nei confronti del 45enne. Il provvedimento, firmato dal Questore Luigi Silipo, vieterà all'uomo l'accesso a qualsiasi impianto sportivo su tutto il territorio nazionale per un anno. La violazione di tale divieto è un reato che prevede pene severe, come la reclusione da uno a tre anni e una multa che può arrivare fino a 40.000 euro.
L'episodio, che ha generato grande sconcerto e paura, conferma la determinazione delle forze dell'ordine nel combattere ogni forma di violenza e illegalità negli stadi, anche a livello giovanile, per garantire che lo sport rimanga un momento di sana aggregazione e passione.
Scritto da manso il 16/09/2025

