MA DA BO? L'Assoallenatori chiede alla FIGC la sospensione di Israele
IL GRUPPO DIRIGENTE??? E GLI ALLENATORI CHE SI METTONO LA TUTA TUTTI I SANTI GIORNI,COME LA PENSANO? SIAMO SICURI CHE SIANO TUTTI D'ACCORDO E CHE IL "IL GRUPPO DIRIGENTE" LI ABBIANO INTERPELLATI? BHE, AD ESEMPIO IO NON MI SENTIREI RAPPRESENTATO DA CHI FA UNA MOSSA DEL GENERE. NON SAREBBE MEGLIO CHE ALL' AIAC PENSASSERO A COME FAR FUNZIONARE IL CALCIO ITALIANO, PIUTTOSTO CHE ENTRARE IN DIATRIBE POLITICHE CHE SECONDO NOI PROPRIO NON GLI COMPETONO. ESPRIMERE SOLIDARIETA' AD UNO O AD UN ALTRO E' COSA, CHIEDERE L'ESTROMISSIONE DI UN PAESE, PER INTERESSI POLITICI DI BOTTEGA, E' ALTRA COSA. PUNTO!!

ByManso – L'Associazione Italiana Allenatori Calcio (AIAC) ha inviato una lettera formale al presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC), Gabriele Gravina, con una richiesta destinata a scuotere il mondo del pallone: la sospensione temporanea della nazionale israeliana dalle competizioni internazionali. La decisione, presa all'unanimità dal Consiglio Direttivo dell'AIAC, si fonda su ragioni etiche e umanitarie.
L'iniziativa, lanciata dal presidente dell'AIAC Renzo Ulivieri e condivisa da tutto il gruppo dirigente, mira a sollecitare la FIGC affinché si faccia promotrice della richiesta presso gli organismi internazionali del calcio, UEFA e FIFA. La lettera, definita un "appello morale", sottolinea l'urgenza di un'azione concreta da parte del mondo dello sport di fronte al conflitto in corso, che ha causato "troppi morti senza colpa", inclusi numerosi sportivi.
"Il mondo è in fiamme. Molti popoli soffrono come quello palestinese. L'indifferenza non è ammissibile", si legge nel documento ufficiale, che prosegue chiedendo se "una partita di calcio, preceduta dagli inni nazionali, possa essere considerata solo una partita di calcio". L'AIAC pone l'accento sui valori di umanità che dovrebbero guidare lo sport, ritenendo inaccettabile "voltar la testa dall'altra parte" e ignorare le sofferenze che colpiscono anche la comunità sportiva.
La richiesta dell'Associazione Allenatori si inserisce in un contesto delicato per il calcio italiano, considerando che la Nazionale Azzurra è attesa da due prossime sfide proprio contro Israele per le qualificazioni al Mondiale. L'appello si configura come un gesto non solo simbolico, ma una vera e propria esortazione a un intervento che, pur non essendo di natura politica, risponde a un imperativo etico.
L'iniziativa dell'AIAC rappresenta un precedente significativo, sebbene in passato UEFA e FIFA abbiano spesso evitato di prendere posizioni dirette in conflitti politici, a meno che non ci fossero sanzioni internazionali conclamate, come avvenuto ad esempio nel caso della sospensione delle squadre russe a seguito dell'invasione dell'Ucraina. La palla, ora, passa alla Federcalcio italiana e al suo presidente Gravina, che dovrà valutare l'appello e decidere se inoltrarlo o meno alle federazioni calcistiche europee e mondiali.
Scritto da manso il 20/08/2025

