ALBERICI, LA RIFORMA PARTIRA' A LUGLIO - SVINCOLO E PARTE FISCALE
ByManso, resoconto e commento - Ieri sera nell'interessante dibattito pubblico organizzato dal Sindaco di Rio Saliceto, si sono dette molte cose interessanti e nel limite del possibile si son spiegate anche molte cose importanti. Quello che abbiam capito noi e quello che ne han capito le società intervenute, è che la riforma così com'è è materia astrusa e quasi indecifrabile, anche se sul tavolo ci sono molte innovazioni che saranno comunque attuate. I politici han fatto i politici, ma secondo noi, non è che sono esenti da colpe e adesso non possono chiudere gli occhi e quindi, sicuramente dovranno smettere di mungere le risorse delle società. Chissà se i Comuni torneranno alle sovenzioni di vent'anni fa!

ByManso – Il presidente del CRER Simone Alberici, che partecipa al tavolo delle trattative come rappresentante della LND, ha voluto sottolineare che molto probabilmente la riforma patirà dal primo luglio e non subirà ulteriori rinvii, anche se ci si aspetta ulteriori modifiche, oltre alle linee guida, che serviranno per metterla in pratica.
Ha poi aggiunto che la riforma, in molti aspetti applicativi, lascia libere le varie Federazioni di intervenire, ma si parla esclusivamente di aspetti che non riguardano l' inquadramento “aziendale” a cui si dovrà sottostare con questa riforma.
Ora come ora, ha detto ancora il Presidente del CRER, non esiste soglia e quindi se dai 50 euro di rimborso diventi impresa con tutte le norme giuridiche e fiscali del caso. Prima con la soglia di 10.000 euro si evitavano tutti gli adempimenti fiscali e quindi stiamo lottando in commissione per avercela ancora, poiché con la nuova riforma, visto che non esistono volontari, una persona che lavora o che è in pensione, perde pezzi di compenso e di pensione. In più c'è il fatto che con l'assicurazione degli sport di squadra si ha già una copertura e pagare l' INAIL come vuole la riforma, significa pagare due volte la stessa copertura. In pratica un assurdo.
Tra le tante altre cose di cui ha parlato Alberici c'è da rimarcare che le società che la FIGC rappresenta, sono un presidio sociale e se mancano le società stesse, manca poi logicamente anche il sociale; le società gestiscono con i loro soldi e in molti casi senza un minimo di contributo, i campi e gli impianti sportivi di proprietà pubblica e questo è il grande problema di oggi, perché se chiudo una società per un anno, non “succede niente”, ma per il Comune proprietario diventa un grandissimo problema.
Poi con la partecipazione del pubblico si è parlato di svincolo e qui, il Presidente del CRER ha fatto capire che dalla prossima stagione, se il consiglio regionale approverà, saranno due i giovani per l' Eccellenza e la Promozione (03-04) e che questo forte segnale, porterà, insieme allo svincolo, alla sparizione dell'obbligo nella stagione 24/25. Inoltre ha sottolineato che il vincolo si manterrà per tutti i giocatori attualmente vincolati (qualsiasi sia l'anno di nascita) fino alla fine della prossima stagione (giugno 2024), mentre per quelli che sarebbero stati vincolati a partire dalla prossima (luglio 2023), il vincolo non ci sarà.
Molto apprezzabile anche l'intervento di Michele Marchetti Coordinatore Nazionale della Segreteria del CSI che ha dimostrato di avere ben in mano la materia e che non ha potuto che sottolineare quanto detto in precedenza da Alberici, aggiungendo anche un po' di storia di come si è arrivati a questa riforma che è stata messa in cantiere fin dal lontano 2018.
Gli interventi del Sindaco di Sorbolo Mezzani Nicola Cesari e del Sindaco di Rio Saliceto son stati piuttosto interessanti anche se c'è da rimarcare che hanno parlato dei loro orticelli, affermando che le società debbono fare fusioni per aumentare le loro forze.
Le fusioni ci stanno in certi comuni, ma quali? Bhe, se sei un comune grande, per forza di cose avrai una squadra di categoria importante, ma gli altri dove vanno a giocare? Ecco che volenti o nolenti, nasce un'altra società che impegnerà quei giocatori che non sono da categoria importante. E se sei un comune piccolo o addirittura una frazione con tradizione calcistica, che fusione fai? Fondersi o sparire? A si, bella storia quella di far sparire le piccole società invece che di preservarle, ma una storia che va contro tutto quello che è il sacrosanto diritto di pratica e competizione che ci deve essere nello sport per la propria bandiera. La sarà contenta la FIGC se la gavis a metà del squedri (a Parma su una settantina di società, una cinquantina sono piccole e di paese).
Capisco che per un sindaco è molto più facile “trattare” con un soggetto che con tanti soggetti, perché se ne hai uno solo, accontentato quello hai accontentato tutti, mentre se ne hai tanti, diventa impraticabile accontentarli tutti; e accontentare in politica vuol dire prendere voti, mentre scontentare, in politica vuol dire perdere voti. E anca chi poch i dan fastidi!
Sempre parlando di politici, non può passare inosservato che come sempre e in ogni dove, questi han parlato di costi gestionali importanti e di soldi che non hanno, in pratica un piangere che sicuramente ci sta, ma che almeno a me, ha fatto venire in mente che questa politica è poi quella che ha fatto da sanguisuga nei confronti delle società per un bel ventennio (prima il concetto dei comuni era: io ti do il campo, tu lo mantieni in stato d'uso e io ti aiuto, visto che non ho spese)
Facile per i comuni dire alle società, mi sistemi la tribuna, mi sistemi le infrastrutture, mi sistemi il fondo del campo, mi fai un paio di sintetici e io ti allungo la convenzione. E si, semplicissimo, ma adesso mi sa che comincino a temere che quelle società a cui han fatto da sanguisughe, spariscano,
E se le società spariscono, chi è che rimane con il lumino in mano?
Bhe semplice direi, ci rimangono i sindaci e le amministrazioni comunali che non possono permettersi di chiudere i campi.
Chiudere i campi non si può per legge (è un bene della comunità che va mantenuto), ma se anche fosse, che direbbero alle famiglie dei ragazzini quando gli vanno a cercare il voto, che han chiuso il campo perché il tempo di succhiare il sangue alle società è finito?
Bella storia questa, ma si sa, la politcia è questa e se non ci mettiamo in testa che i politici son sempre pronti a scaricare il barile sulle vesti degli altri, non ci saltiamo più fuori.
La domanda che vorrei rivolgere a questi politici (non solo a quelli di ieri sera, ma a tutti i sindaci e gli amministratori regionali italiani) è: “ ma voi dov'eravate quando i vostri dirigenti romani preparavano questa bella riforma?”
Sicuramente loro non c'erano, sicuramente loro erano da un'altra parte e sempre sicuramente son stati gli altri a mettere su 'sto casino.
E no cari miei, c'eravate voi o magari c'erano altri, ma questa riforma è passata sotto tutto l'arco costituzionale perché è stata costruita, come ha sottolineato il dirigente nazionale del CSI, in tanti pezzi da tanti governi diversi.
La negazione impossibile è che ci hanno proprio messo le mani tutti e il risultato è che a due mesi dall'entrata in vigore, nessuno ha ancora capito come metterla in atto, e questo succede da parte di chi l'ha pensata e da parte di chi la deve eseguire (società e commercialisti su tutti).
E qui finisco: I sindaci di ogni schieramento politico, invece che pensare a non disturbare il manovratore del loro partito di riferimento, dovevano pensare/sapere che poi alla fine con questa riforma a rimetterci sarebbero stati i loro cittadini e le società sportive che gestiscono il sociale. Un grave danno che andava poi a rivolgersi contro loro stessi, perché a speigare cosa è successo alle famiglie, mica ci vanno i gran capi; e no, in mezzo alla gente ci vive e raccoglie voti il sindaco!
Facile dire che toccava proprio agli amministratori dover dare il loro contributo contro a questa insulsa riforma, come è altrettanto facile dire che se si fossero mossi per tempo nessuno ci avrebbe nemmeno provato a farla andare in porto.
Sapete quanti sindaci ci sono in Italia?
Ve lo dico io, al 1° gennaio del 2023 sono 7901!
Provate a pensare se oltre che a far (solo) partitica, l'ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) avesse preso posizione difendendo le società dei loro territori; lo immaginate vero che avrebbero bloccato tutto?
E qui, cari i miei politici amministratori, non avevate da spendere soldi, ma dovevate spendere solo parole in favore dei vostri territori..
Parole spese senza costi? Vero, se non sapessimo che disturbare il manovratore ad alti livelli, è mettere in crisi tutto il sistema partitico italiano e quindi anche la propria “carriera”.
Insomma, gli amministratori ora piangono, ma son stati loro in primis a permettere che tutto questo succedesse e ora la palla passa alle società rappresentate dalle varie Federazioni e anche dal CONI che su questo stranamente a taciuto fino ad ora (sigh).
Pensate un po' cosa succederebbe se tutte le società domani portassero indietro le chiavi dei loro campi al Comune di riferimento.
Fiiiii... vedi che si sveglierebbero tutti; e quei tutti, capirebbero che per mungere la vacca dello sport, bisogna prima fargli fare il vitello.
E se at mas al vitel, al lat col cul che po te gal rob.
(Se ammazzi il vitello, il latte con il **** che poi glielo rubi)
IL CONVEGNO INTEGRALE
Scritto da manso il 28/04/2023

