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L'INTERVISTA: SIMONE BENECCHI DAL SALA BAGANZA AL LENTIGIONE

Da mister degli allievi del Sala Baganza a vice allenatore del Lentigione in serie D. Grande stima per alcuni suoi colleghi; in primis Matteo Mazzoli e Salvatore Reale

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Un tale salto quintuplo potrebbe far girare la testa a chiunque; ma a Simone Benecchi 33 anni, giovane mister parmigiano abilitato UEFA B e laureato Scienze Motorie con un trascorso personale da apprezzatissimo mister in ambito giovanile e anche da allenatore/giocatore in terza e seconda categoria a Sala Baganza non pesa affatto tutto ciò.

Com’è Simone vedersi trasportati dai campetti spelacchiati di periferia a stadi affollati di tifosi come quelli di Mantova, Forlì e Lodi in serie D?

Guarda; sinceramente non ho mai dato peso a tutto ciò, non lo dico per fare il “fenomeno” di turno, ma credo che quando si lavora duramente per arrivare lì, quando poi ci arrivi davvero, non dai importanza alla cornice, ma guardi oltre. Perché il tuo obiettivo è quello di arrivare ancora più avanti e soprattutto pensi solo a fare bene, a farti apprezzare e dare il massimo alla tua causa.

Da allenatore/giocatore in seconda e terza categoria e mister delle giovanili quali più grandi soddisfazioni ti sei tolto, e come era il tuo approccio rispetto adesso?

Il mio approccio non è cambiato, è sempre lo stesso; ho sempre ritenuto la mia realtà come se fosse la mia serie A, indistintamente dalla categoria e dall’impegno da affrontare. Mi sono sempre prefisso di dare e trasmettere quel qualcosa in più; qualcuno in questi anni lo ha apprezzato e me lo ricorda ancora oggi, qualcun altro probabilmente può non averlo capito fino in fondo. Le mie più grosse soddisfazioni sono state vincere la coppa Balisciano di categoria con un gruppo eccezionale e soprattutto vedere i quotidiani miglioramenti con i miei gruppi giovanili che ho allenato, prima i ‘98, ma soprattutto i 2002; credo che quello che abbiamo fatto noi in 6 anni, di chi c’era in pochi se lo scorderanno. Mi ritengo davvero fortunato ad avere allenato in queste categorie e questi ragazzi, ti fanno crescere sotto tutti gli aspetti.

Degli anni a Sala Baganza a chi è che devi di più e chi vuoi ringraziare?

Sicuramente partirei per primo con Lucchetti Nicandro, quasi per scherzo mi chiamó ad appena 19 anni per fare l’istruttore nella loro scuola calcio. Poi sicuramente il mio ex ds Papaleo Gaetano e il presidente Ghirini Oriano con il figlio Alessandro che ad appena 25 anni mi diedero in mano la loro prima squadra, accentando senza remore che volessi fare l’allenatore/giocatore. I miei ultimi collaboratori e amici negli Allievi, Mantovani Mattia e Feroleto Rocco; credo che insieme abbiamo fatto un lavoro eccezionale, la vera prova che il lavoro paga; avevamo raggiunto un’organizzazione e una qualità di lavoro difficile da vedere in quelle realtà. E per ultimo, ma non ultimo in importanza ringrazio il mio ex factotum Bertoli Michele, vero e proprio riferimento a Sala Baganza.

Cosa ci dici del Lentigione? Com’è la realtà? Lo staff? La squadra? Come ti trovi?

Lo dico sempre con i miei amici: al Lentigione mi trovo come in un bel sogno, sono dei professionisti a tutti gli effetti. È una famiglia prima di tutto, dove non ti fanno mancare proprio nulla. Ho la vera fortuna di far parte di un gruppo di lavoro eccezionale, con giocatori dediti ad allenarsi sempre con grande intensità. Lo staff tecnico è molto affiatato e siamo in piena sintonia; il mister Bobo Notari è un grandissimo professionista, un allenatore con idee ben precise che sa come trasmetterle e soprattutto è un uomo eccezionale, con un carisma unico che sa trasportare tutti noi e la squadra, da lui sto imparando veramente tanto; come dice lui: ”con lui sono a fare il corso di inglese direttamente in Inghilterra”. Il preparatore atletico Graziano Araldi è sempre un piacere vederlo all’opera sul campo, per me è un fenomeno nel suo mestiere, mi stupisco come squadre professionistiche di alto livello non lo abbiano con loro. L’allenatore dei portieri Gino Carra è una sicurezza della categoria e il fisioterapista Gabriele Sassi è un vero e proprio studioso che non lascia nulla al caso. Aggiungo a pieno all’interno dello staff il direttore sportivo Alberto Biagini, professionista che ha sapientemente composto una rosa completa e competitiva in ogni reparto e il team manager Sergio Balia vero e proprio nostro riferimento. Infine sarei ingiusto se non menzionassi e ringraziassi l’ex mister Francesco Salmi, che per primo mi chiamó qui a Lentigione.

La squadra sta andando alla grande nel girone D di Serie D, siete in zona playoff, qual’è il vostro obiettivo?

Si, stiamo attraversando un buon momento di fiducia e di continuità di risultati; andiamo a punti consecutivamente da 8 giornate e siamo la miglior difesa del campionato. Questo
è un campionato veramente tosto e non esistono partite facili, per cui è vietato rilassarsi anche solo un minuto. Il nostro obiettivo primario è quello di raggiungere una salvezza tranquilla e pensare di partita in partita. Quello che sappiamo fare è solo lavorare sodo in settimana per provare a vincere ogni partita.

Per finire ti chiediamo se ci sono altri tuoi colleghi che come te hanno fatto “gavetta” in società di “paese” che possono ambire ad arrivare in alte categorie.

Guarda credo che il lavoro paga sempre. Ti faccio il nome di due allenatori che stimo tantissimo e con i quali mi sono confrontato tante volte in ambito giovanile, tra l’altro hanno avuto anche loro come me l’occasione del grande salto proprio quest’anno e sono Matteo Mazzoli che ora è vice allenatore al Parma Calcio Under 15 e Salvatore Reale che sempre al Parma Calcio allena la serie C femminile.

Grazie Simone, ti facciamo il nostro in bocca al lupo per un finale di stagione ricco di soddisfazioni.

Grazie a voi. È stato un vero piacere.

Foto di Barbara Bastoni

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  Scritto da Guloo il 08/01/2020
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