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CORONAVIRUS - FIFA, LE LINEE GUIDA: CAUSA DI FORZA MAGGIORE

Dalla federazione internazionale le direttive su alcune questioni pratiche derivanti dalla pandemia. Tra queste i contratti di lavoro, se non ci sarà accordo tra club e giocatori sugli stipendi interverranno gli organi giudicanti della Fifa. Infantino: "Iniziativa per dare stabilità e chiarezza al calcio nel prossimo futuro"

REPUBBLICA SPORT

ZURIGO - La pandemia in corso è un caso di forza maggiore, come un terremoto o una guerra. La Fifa ha riconosciuto che l'emergenza da coronavirus rientra nella casistica degli eventi straordinari e imprevedibili - secondo la prassi internazionale lo sono i terremoti, le guerre, gli uragani, le rivolte - che rendono possibili modifiche o deroghe alla normativa vigente sui contratti dei calciatori e sul periodo di calciomercato. Non è al momento previsto che queste circostanze possano portare alla rottura unilaterale dei contratti (né al taglio degli stipendi da parte dei club), ma configurano giuridicamente una situazione senza precedenti: per l'ufficio legale di Zurigo si profila un periodo molto impegnativo.
Intanto, come risulta dal documento dello scorso 3 aprile, l'Ufficio di Presidenza della Fifa ha riconosciuto appunto che "si tratta di una situazione senza precedenti per il calcio. Non c'è stata una chiusura simile del calcio organizzato dalla seconda guerra mondiale. Lo sconvolgimento del calcio causato dalla COVID-19 è un caso di forza maggiore. L'articolo 27 del RSTP (Regolamento sullo Status e il Transfer dei calciatori) stabilisce che i casi di forza maggiore sono decisi dal Comitato Esecutivo della Fifa, le cui decisioni sono definitive. L'emergenza COVID-19 è, di per sé, un caso di forza maggiore per la Fifa e per il calcio".

Contratti prorogati, mercato spostato

Ogni federazione nazionale seguirà queste indicazioni. La scadenza naturale dei contratti della stagione in corso è il 30 giugno 2020: verrà prorogata fino alla conclusione della stagione stessa. Analogo discorso varrà per i prestiti. I calciatori finiranno l'annata con la stessa squadra in cui giocavano prima dell'interruzione di campionati e coppe. Soltanto dopo si potranno eventualmente trasferire a un altro club: "I contratti dei giocatori in scadenza terminano di solito nella data di conclusione della stagione. La proposta è dunque di prorogare i contratti fino a quando la stagione non terminerà effettivamente, in linea con l'intenzione originaria delle parti al momento della firma del contratto, anche per preservare l'integrità e la stabilità sportiva. Un principio analogo si applica ai contratti che decorreranno dall'inizio della nuova stagione: l'entrata in vigore di tali contratti è ritardata fino a quando inizierà effettivamente la stagione successiva". Per la stessa ragione il calciomercato sarà spostato in avanti: le date varieranno nei singoli Paesi, a seconda della data di conclusione dei campionati, anche se la sincronizzazione internazionale resta un incastro complicato: "E' necessario adeguare la normativa alle nuove circostanze di fatto. La Fifa sarà flessibile e consentirà di spostare le finestre di trasferimento pertinenti, in modo che cadano tra la fine della vecchia stagione e l'inizio della nuova stagione. Allo stesso tempo cercherà di garantire, ove possibile, un livello generale di coordinamento e terrà anche conto della necessità di proteggere la regolarità, l'integrità e il corretto funzionamento delle competizioni, in modo che i risultati sportivi di qualsiasi competizione non siano ingiustamente perturbati".

Infantino: "Prima la salute"

E' stato il presidente della Fifa, Gianni Infantino, ad annunciare l'approvazione delle linee guida, concordate dall'apposito gruppo di lavoro, presieduto dal vicepresidente della Fifa e presidente del comitato degli stakeholder del calcio della FIFA, Vittorio Montagliani, e composto da rappresentanti di club, giocatori, leghe, federazioni nazionali e confederazioni continentali: "La pandemia ha chiaramente cambiato tutte le circostanze di fatto legate al calcio, in questa stagione. La Fifa, insieme alle parti interessate, ha studiato idee e proposte pratiche per affrontare l'emergenza: non risolverà tutti i problemi, ma dovrebbe servire a garantire una certa stabilità e chiarezza al calcio per il prossimo futuro. Speriamo che questo sforzo di collaborazione, sotto la guida della Fifa, possa fornire un esempio di come il calcio sappia unirsi e mostrare unità, solidarietà e spirito di collaborazione per affrontare i tempi difficili che ci aspettano. Ma prima che arrivino questi tempi, una cosa deve essere chiara a tutti, soprattutto ora: la salute viene prima, molto prima, del calcio".

Contenziosi sugli stipendi

L'invito a club e calciatori è di trovare accordi economici consensuali, dati i problemi economici provocati dall'emergenza e i ricavi ridotti anche per un'industria florida come il calcio. Ma se le parti non dovessero accordarsi - la raccomandazione è di uniformarsi alla linea governativa del proprio Paese e di creare condizioni uniformi per tutti i giocatori all'interno delle singole squadre sia sulla retribuzione sia sulla copertura assicurativa - saranno gli organi giudicanti della Fifa a dirimere il caso, basandosi sui seguenti criteri: se ci sia stato un autentico tentativo da parte del club di raggiungere un accordo con i giocatori; quale sia la situazione economica del club; la proporzionalità di qualsiasi adeguamento ai contratti dei giocatori; la posizione del reddito netto dei giocatori dopo qualsiasi aggiustamento del contratto; se i giocatori siano stati tutti trattati allo stesso modo.

Priorità ai club

Rinviato l'Europeo dall'Uefa, la Fifa ha preannunciato che anche per le finestre di giugno e luglio dedicate alle partite delle Nazionali si seguirà lo stesso criterio, in attesa del verosimile rinvio delle gare in questione. "Già il 13 marzo 2020, l'Ufficio di presidenza aveva deciso che le regole che normalmente obbligano i club a rilasciare i giocatori alle squadre della propria Federazione nazionale non si sarebbero applicate alle finestre internazionali nei mesi di marzo e aprile". In particolare "se un club accetta di rilasciare un giocatore registrato ad una squadra dell'associazione, il giocatore può rifiutare la convocazione senza essere soggetto a misure disciplinari. È probabile che una decisione simile del Bureau sarà presa per le prossime finestre internazionali di giugno e luglio 2020". Infine "se un giocatore non potesse riprendere il servizio presso il proprio club entro il termine previsto a causa della COVID-19, la sua Federazione e/o il giocatore non saranno soggetti a future restrizioni o misure disciplinari".

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  Scritto da Redazione Emiliagol il 10/04/2020
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