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ESAME PROCURATORE, 8 PROMOSSI SU 800 ISCRITTI - ANGELO PUSANTE C' E'

L' esame, 2 scritti e un orale, presso il CONI e la FIGC, ha visto 800 iscritti, e solo 8 promossi, tra questi c'è il parmigiano ex Montebello, Angelo Pusante, che intervistato da Emiliagol, racconta l'esame e la figura del procuratore sportivo

 

ByManso - Solo 8 candidati sono risultati idonei alla fine del lungo inter che li ha portati ad abilitarsi prima al Coni e poi alla Figc come procuratori sportivi. Considerando gli iscritti iniziali, circa 800, la percentuale dei candidati promossi è stata dell’1%.

Dopo la deregolamentazione, avvenuta del 2015 della professione di agente sportivo, che ha consentito a chiunque in possesso di un diploma di scuola media superiore di svolgere la professione, nel 2019 è stato reintrodotto un esame abilitante per la figura di agente sportivo diviso in due parti: una prima parte generale da sostenere presso il CONI (scritta e orale) e una seconda parte speciale da sostenere presso la FIGC (scritta).

Gli esami si sono conclusi lo scorso 28 Maggio, ed il numero così basso di candidati idonei ha suscitato non pochi dibattiti e dubbi sulla difficoltà delle prove. Le prove sono state davvero così difficili?

Lo abbiamo chiesto ad uno degli 8 “fortunati” che si sono abilitati come agente sportivo. Il suo nome è Angelo Pusante, 30 anni, fino alla scorso Febbraio collaboratore sportivo del U.S. Montebello di Parma.

“Allora Angelo, l’esame è davvero così proibitivo? Quali sono le prospettive di un neo agente sportivo e cosa ti senti di consigliare a chi come te volesse intraprendere la professione?”

<< Intanto ringrazio la redazione di Emiliagol.it per avermi dato l’occasione di poter approfondire la questione esame agenti sportivi, che è stata a tutti gli effetti una “strage di candidati”. Personalmente l’esame è stato molto complicato, sia nella parte speciale al CONI con materie come diritto privato, amministrativo ed ovviamente sportivo, sia nella parte speciale FIGC nella quale le norme sui tesseramenti NOIF, il codice di giustizia sportiva, il regolamento agenti sportivi e i vari accordi collettivi non hanno lasciato scampo alla maggior parte dei candidati.

Tanta difficoltà è presto spiegata. CONI e FIGC hanno voluto limitare il numero di persone che ogni anno si avvicinano alla professione senza preparazione, credibilità ed affidabilità. La professione è molto ricercata ed ambita, ma proprio per questo credo che la reintroduzione di un esame così selettivo sia stata la scelta più giusta. La figura del procuratore e la credibilità del calcio in generale hanno bisogno di persone qualificate e preparate. Ed è stata proprio la preparazione che mi ha permesso di superare i tre esami previsti per abilitarsi come agente sportivo e che mi permetterà nel futuro di assistere nel migliore dei modi società e calciatori nella conclusione, risoluzione o rinnovi contrattuali.

Ai ragazzi che vogliono tentare la mia stessa strada consiglio come prima cosa di studiare e di prepararsi e passare molte ore sui libri. Inoltre, la professione di agente sportivo è fatta al 90% di relazioni umane e di fiducia tra gli addetti ai lavori e per arrivare a ciò ci vuole tempo, costanza ed anche un pizzico di fortuna.

Non si diventa procuratori in un giorno, ed è proprio per questo che il mio ultimo consiglio è quello di affiancare al lavoro di procuratore sportivo un altro lavoro che vi garantisca un’entrata stabile e che vi dia la libertà necessaria nello svolgere la professione durante i primi anni quando le conoscenze sono ancora poche ed i compensi ridotti al minimo.

Sacrifico e passione sono infine le parole che dovrete imprimervi in testa e che vi guideranno come la luce di un faro nella notte tempestosa che è il mondo del calcio.

 

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  Scritto da manso il 06/06/2019
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